Il ministero dei Beni culturali sotto la scure dei tagli: circa 10 milioni di euro in meno rispetto al 2012 per le emergenze, fondi per il programma ordinario dei lavori pubblici che passa da 70,5 milioni ai 47,6, il contributo derivato dal Lotto che tracolla dai 48,4 milioni dell’anno scorso ai 25,4 di quest’anno. Sono alcuni dei dati resi noti dal ministro Massimo Bray nel rapporto sulle linee guida del suo dicastero inviato alle Camere, diffusi da Repubblica.it. Il ministero che sovrintende a un patrimonio storico e artistico unico al mondo, mette nero si bianco Bray, non ha neppure i soldi per pagare canoni e bollette, e su questo fronte ha accumulato un debito di 40 milioni di euro

Un affanno finanziario che si riflette sulle condizioni e sul funzionamento dei gioielli che il mondo ci invidia e che sono il volano del nostro turismo. Il bilancio del ministero è sceso nel 2013 a 1.546.779.172 euro, oltre 100 milioni di euro in meno rispetto a un anno fa, il 24% in meno rispetto al 2008. Vittima della scure anche il Fondo unico dello spettacolo (Fus), che scende sotto i 400 milioni di euro e cala del 15% rispetto al 2009. 

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