Finmeccanica è da anni al centro delle cronache giudiziarie e non, per il proprio coinvolgimento in operazioni non proprio irreprensibili legate alla fornitura di armamenti ed alle relative mazzette che sono state pagate.
Gli ultimi due presidenti del gruppo hanno dovuto lasciare: uno (Guarguaglini) perché indagato insieme alla moglie ed il secondo (Orsi) perché è finito in galera senza passare dal via e ne è uscito dopo 3 mesi ma deve ancora andare sotto processo per la nota vicenda delle tangenti pagate per la fornitura di elicotteri all’India.

Cosa ha pensato di fare il governo Letta per trovare un nuovo presidente del gruppo?
Ha giustamente incaricato due note società internazionali di ‘cacciatori di teste’ di affiancare il Ministero competente nella individuazione dei candidati che dovevano rispondere, cito le testuali parole, ‘a tutti i requisiti contenuti nella direttiva del Tesoro sulle nomine’. Continuo nella citazione: ‘per le società direttamente controllate dal Tesoro la procedura prevede che l’istruttoria sulle singole candidature sia svolta dal Dipartimento del Tesoro con il supporto di due società consulenti (in questo caso Spencer Stuart e Korn Ferry). Il ministro valuta una lista ristretta di nominativi unitamente ad una relazione di sintesi sui criteri adottati in relazione alla peculiarità della singola società e sui profili dei candidati proposti..”

Tutta questa bellissima premessa sarà servita, penserete voi, ad identificare un candidato forte di un curriculum adeguato e di una provata esperienza nel campo dell’industria aerospaziale e degli armamenti, da sottrarre magari a qualche gruppo internazionale concorrente di Finmeccanica ?

Assolutamente no: il governo sta per formalizzare la nomina a nuovo Presidente di Finmeccanica di Gianni De Gennaro, ex capo della Polizia nonché ex sottosegretario con delega ai servizi segreti.

Con tutto il rispetto per l’alto funzionario pubblico quale è De Gennaro, mi chiedo che senso aveva pagare due società di consulenza internazionale per piazzare alla testa di Finmeccanica una persona che non ha alcuna competenza dal punto di vista industriale e la cui nomina pare giustificata solo dalla volontà del governo di mantenere la presa ben salda su un gruppo di interesse strategico non solo per ciò che produce ma per essere da molto tempo un ben noto crocevia di operazioni non proprio lecite, spesso finalizzate alla creazione di risorse finanziarie occulte.

 

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