“Siamo contrari a interventi che tocchino condizioni, modalità e tempi delle intercettazioni“. A prendere posizione è il presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli. Dopo le polemiche nate in seguito alla riproposta del disegno di legge Alfano che il Pdl pone come punto di partenza del dibattito sulla legge per le intercettazioni, Sabelli espone il punto di vista delle toghe. I magistrati, in merito ai disegni di legge presentati in Parlamento, “sono contrarie a ogni intervento che depotenzi o renda molto difficile il ricorso a questo strumento”. Poi, sulle proposte di legge puntualizza:  “Non sono altro che la ripetizione di disegni – ha ricordato Sabelli – sui quali ci siamo già espressi”. 

“L’Associazione nazionale magistrati ha ribadito più volte di essere favorevole a soluzioni che si facciano carico dei problemi legati al corretto svolgimento delle indagini e alla tutela della privacy“. Secondo Sabelli, serve una “tutela corretta della riservatezza e la contrarietà alla diffusione di intercettazioni segreteo che tocchino persone terze rispetto alle indagini. Continuiamo ad essere fortemente contrari alla modifica delle condizioni in cui le intercettazioni vengono svolte. Ci auguriamo -conclude- che non si persegua sulla strada del depotenziamento delle indagini”. 

La proposta di legge del Popolo della Libertà è arrivata pochi giorni dopo la requisitoria del procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini nel processo Ruby in cui il magistrato ha chiesto 6 anni di reclusione per Silvio Berlusconi. E il presidente dell’Anm risponde agli attacchi lanciati ai magistrati dai rappresentanti del Pdl. “Mi sarei aspettato una reazione un po’ più compatta, ferma e corale dalla politica e dalle Istituzioni”.

E il riferimento è anche alla manifestazione di Brescia. “Ci sono periodicamente attacchi assolutamente inaccettabili – ripete Sabelli – Vengono usate contro la magistratura parole fortissime: “peggio della mafia, cancro”. E’ assolutamente inaccettabile: non ci dobbiamo abituare a questo”. Quanto alla richiesta di ieri del Csm di incontrare al più presto il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, Sabelli si limita a ricordare che “abbiamo incontrato il ministro e le abbiamo già rivolto le nostre richieste”.

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