Da lunedì il sistema di gestione delle multe stradali di 6mila comuni andrà in caos: gli automobilisti potranno stracciare la contravvenzione della polizia municipale avendo la certezza di non dovere mettere mano al portafogli. Solo 2mila su 8mila comuni si sono infatti adeguati alla scadenza del 20 maggio, attrezzandosi per riscuotere le sanzioni quando Equitalia non se ne occuperà più. La scadenza, come spiega Repubblica, era nota da due anni ma è stata ignorata nella maggior parte dei casi.

Ad aggravare la situazione di totale anarchia è il fatto che il problema non riguarda soltanto le multe legate alle infrazioni stradali, ma anche tutte le altre tasse comunali, compresa quella per i rifiuti, che fruttava 1,4 miliardi di euro l’anno.

C’è poi il problema di come vengono utilizzati i fondi incassati finora con la riscossione delle multe. Il 76,4% degli incidenti si verificano sulle strade urbane, con 1.744 morti (45,2% del totale) e 213.001 feriti (72,9%): numeri che dimostrano come i comuni non abbiano mai destinato la metà degli introiti delle contravvenzioni al miglioramento della sicurezza stradale. Non solo. Un altro dato allarmante è che nessuno ha avviato una politica di prevenzione stradale legata alle gestione delle contravvenzioni, spesso usata solo per fare cassa.

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