Sara questa l’implorazione dei dirigenti Pd e di Bersani, pena la scomparsa dalla politica che conta.

Non è un mistero che la sinistra sia quasi sempre arrivata in ritardo sui cambiamenti politici, per poi rincorrerli e interpretarli. E poi appoggiarsi nel conservatorismo.

Ma questa volta è diverso. Siamo ad una svolta, che ci si aspettava da Tangentopoli. Come finirà nessuno lo sa. Tuttavia il centrodestra è bloccato e lo sarà finché ci sarà Berlusconi, mentre il centrosinistra può giocare la carta del cambiamento, grazie anche all’impulso dei 5Stelle e di Matteo Renzi. E’ innegabile. Ora, dopo la sconfitta di Marini, si apre la partita.

Il cosiddetto fattore K c’è ancora: se si propone un ex PCI la sconfitta è assicurata. Basta andare a vedere gli ultimi vent’anni. Prodi vinceva e mai governava, saliti al potere gli ex Pci dovevano alla fine rinunciare. D’Alema umiliato, e Bersani, persona perbene, è andato incontro alla sconfitta come Occhetto, nella gioiosa macchina da “guerra”. Ora è giusto cambiare: per l’Italia.

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