Il Papa emerito ha diritto all’elicottero dell’Aeronautica Militare? Oppure solo il Papa titolare, diciamo così, potrà farsi portare avanti e indietro da Castel Gandolfo sul candido velivolo del 31° Stormo? Chissà se qualcuno, tra il Vaticano e Palazzo Chigi, si è posto il problema: quando il Papa emerito dovrà tornare a Roma, chi lo mette l’elicottero?

Obama-and-Marine-OneNuovo fiammante (è stato messo in servizio meno di un anno fa), il Vh-139A con cui si è involato Ratzinger, è la versione VIP dell’Aw-139, costruito dall’Agusta-Westland. Due esemplari di questo mezzo con matricole MM81806 e MM81807 sono in carico allo Stormo di Roma-Ciampino che provvede ai trasporti di Stato. Sostituiscono gli Sh-3f/Ts che facevano lo stesso lavoro da molti anni. Dicono, al Ministero della Difesa, che sono stati sostituiti per “obsolescenza tecnica”. È incredibile come in Italia gli elicotteri, soprattutto quelli che devono trasportare papi e ministri, diventino vecchi in fretta. Il Marine One, l’elicottero (in realtà sono sette, ma è un dettaglio) che fa volare Obama da Washington a Camp David, è lo stesso modello di quelli da noi dismessi e tutti sono stati costruiti negli stessi anni. Ma nessuno si sogna per ora di cambiarlo, quello americano. D’altronde, hanno anche loro i tagli di bilancio.

La cosa più buffa, però, è che noi ufficialmente non dovremmo sapere nulla di questi elicotteri, se ci siano o non ci siano, se partano o se arrivino. Sono bianchi, ma forse no. Di certo è che sono stati comperati nel riserbo più assoluto, tanto che il contratto è stato segretato. Indi, a rigore, non dovremmo neppure parlarne.

Che il contratto di acquisto fosse stato segretato ce lo conferma una recente relazione della Corte dei Conti (Deliberazione n. 12/2012/G, Referto sulla gestione dei contratti pubblici segretati o caratterizzati da particolari misure di sicurezza del 25 ottobre 2012) che ci dice anche come siano costati la bellezza di € 37.792.106,34. In realtà, per i due Vh-139A di euro gli italiani ne hanno pagati molti di più, quasi 50 milioni a carico del bilancio della Difesa se consideriamo anche i ricambi, la formazione di tecnici e piloti, e le attività di assistenza della ditta. Lo aveva denunciato per primo Gianluca Di Feo sull’Espresso.

Dunque si sapeva, ma non che quel contratto fosse segreto. In Italia Bertolaso ha segretato le discariche campane e le piscine dei mondiali di nuoto. E i suoi emuli mettono il segreto su tutto, dalle pulizie di palazzo Vidoni (sede delle funzione pubblica) ai refettori delle caserme dei pompieri. Volete che non segretino un acquisto per le Forze armate, anche se destinato a fare da aero-taxi al Papa? Eppure il Ministero della Difesa fa gare con tanto di avviso sui giornali per comperare cose che una ragione per stare segrete ce l’avrebbero: razzi e bombe, missili e cannoni, tanto per dirne qualcuna. No, misteriosamente mette il segreto su due candidi elicotteri. Forse l’imbarazzo di voler spendere 50 milioni quando la gente non arriva a fine mese? Forse. O forse la voglia di fare un altro favore a Finmeccanica, uno dei tanti in questi anni. Un vizietto antico, da noi. Non molto tempo fa, nel 2008, l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia della Ue perché erano stati comperati elicotteri per Carabinieri, Polizia, Forestali, eccetera direttamente dalla Agusta (allora la Westland era ancora autonoma) senza fare prima una gara. Le ragioni di presunta riservatezza addotte dagli italiani erano risibili, decise la Corte. 

Così stavolta hanno preso il toro per le corna  e hanno segretato tutto: acquisto e contratto. Contratto segreto, ergo nessuna gara, niente perdite di tempo per scegliere il migliore. Peccato che con l’elicottero vero e proprio non ce l’abbiano fatta: ‘sti Papi ed ex Papi hanno la brutta abitudine di andarsene al tramonto, ma in mondovisione. Non ci resta che l’arcivernice. Sarà per il prossimo.

Il Fatto Economico - Una selezione dei migliori articoli del Financial Times tradotti in italiano insieme al nostro inserto economico.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Mediaset crolla in Borsa dopo la condanna a quattro anni chiesta per Berlusconi

next
Articolo Successivo

Elezioni 2013, Fitch: “Scenario di instabilità politica pesa sul rating”

next