Nonostante il dibattito politico sia latitante sul tema dei cambiamenti climatici durante questa campagna elettorale, a livello locale ci sono molti esempi di buone pratiche, espressione, evidentemente, di reale preoccupazione per i cambiamenti climatici in atto.

Ad esempio, i comuni di Milano, Bologna, Torino e Lucca, insieme al centro interuniversitario CE.Si.S.P., stanno sperimentando un approccio di definizione e pianificazione di una strategia ‘territoriale’ per la riduzione delle emissioni di gas serra attraverso il progetto Laika (Local Authorities Improving Kyoto Actions), cofinanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma Life+ Environment 2007/2013. Questo progetto si avvale della proposta elaborata dalle Regioni della Rete Cartesio, promossa dalle Regioni Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Sardegna e Toscana, che ha sviluppato le “Linee Guida per la definizione e attuazione di una strategia di riduzione delle emissioni di gas serra da parte delle pubbliche amministrazioni.”

Quindi, i Comuni partecipanti al progetto Laika hanno prima elaborato un inventario delle emissioni di CO2con stima degli scenari emissivi al 2020, hanno poi fissato un obiettivo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e infine si sono dotati di un Piano Clima per raggiungere l’obiettivo di riduzione fissato.

Cosa rende nuovo questo progetto rispetto all’adesione volontaria degli enti locali al Patto dei Sindaci?

Nella terza fase, il progetto mira ad elaborare e verificare una metodologia per la stima, la valutazione e l’attribuzione di incentivi economici per la riduzione volontaria delle emissioni di gas serra degli enti locali, mediante la valorizzazione dei crediti di emissione nei bandi di assegnazione di finanziamenti a livello europeo, nazionale e locale. Ha inoltre come obiettivo finale quello di implementare e simulare un mercato volontario per i crediti di emissione generati nelle precedenti fasi.

In altre parole, attraverso questo progetto gli enti locali stanno mostrando non solo la volontà di impegnarsi nella lotta ai cambiamenti climatici, ma anche di partecipare all’individuazione di soluzioni operative per la promozione delle strategie di riduzione delle emissioni da parte di soggetti diversi rispetto a quelli coinvolti nell’Emissions Trading Scheme (Ets). Ad esempio tramite un esteso coinvolgimento di enti locali, compresi quelli più piccoli, che verrebbero ulteriormente incentivati dalla possibilità concreta di un riconoscimento economico agli sforzi compiuti, così come accade per i soggetti privati coinvolti nell’Ets.

Tuttavia, per il successo della proposta scaturente dal Laika, non si potrà prescindere da un riconoscimento istituzionale sovraordinato quale quello delle Regioni e dello Stato.

Ci auguriamo quindi che a livello nazionale ci si accorga quanto prima di buone pratiche come quella sopra riportata, che mostrano la reale volontà del Paese di un impegno concreto alla lotta ai cambiamenti climatici, e vengano accolte proposte innovative bottomup ad alto valore aggiunto. 

Federica Gasbarro

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