Una volta non se ne accorgevano neanche. Avevano il problema di soddisfare i votanti anziani di una città insospettabilmente anziana come Bologna. Era solo per assecondare le lamentele di comitati e terroristi dello schiamazzo. Che poi io abito lì, in via San Petronio Vecchio, nel pieno centro di Bologna. Alla fine è un lusso stare in un posto bello e girare la città a piedi arrivando ovunque. Che se abitavo alla Barca non sentivo schiamazzi ma non gioivo neppure di quel po’ di Medioevo che si affaccia tra le colonne dei portici.

Ma questo era prima. Quando pensavano che i vivi sono quella obliqua e inquietante categoria di persone che popola la televisione del pomeriggio. Quando un monologo di Pericle veniva censurato con ignominia a Domenica In perchè nessuno dei grandi scandalizzati si era accorto che quello stesso monologo girava per teatri gremiti da tre anni. Quando non immaginavano che si potesse formare autonomamente una intera generazione, nei riferimenti culturali e politici, lontano dalle cattedre catodiche. Che fare cultura vince sul fare basso intrattenimento, che l’incontro tra le persone vince gli schermi. Che il sesso batte l’onanismo e la politica il qualunquismo del partito dei politici tutti, giusto per dirla in maniera qualunquista.

Ora i posti li sgomberano perchè hanno capito che sono luoghi di aggregazione vera, di controinformazione e di pensiero diverso. Dove ragionare oltre i paradossi tautologici del “non ci sono soldi, e parlare di aerei da bombardamento acquistati per miliardi, di accorpamenti tra referendum e elezioni, di stipendi e numeri dei parlamentari è demagogia”, dei “la tav si fa perchè è stato deciso che si fa”, dei “si deve pagare per tutto”, dei “ce lo chiede l’Europa” è possibile. Luoghi liberi per menti da liberare. Come in un derby tra forme a priori kantiane, come avesse ragione Aristotele nel dire che il dramma e la sua catarsi si consuma nell’unità del tempo e del luogo. Imprigioni un luogo per imprigionare il tempo. Liberi un luogo per liberare il tuo tempo.

Oggi Bartleby, in via San Petronio Vecchio a Bologna, dietro casa mia. Domani chissà. Fino a quando si accorgeranno giorno dopo giorno che per ogni spazio imprigionato se ne liberano due o tre. Che questo gioco si gioca sul lungomare in Riviera in quei bagni dove c’è quella tavola con i buchi da cui escono i mostri da abbattere con il martello. E che loro non sono persone a cui giocare viene bene.
Anche tu. Domani. Libera uno spazio per liberare il tuo tempo.

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