In sostanza, nel nostro piccolo paese, l’artigianato sarà una questione micro-comunitaria o non sarà affatto. In fondo è nato per questo. Quando il complesso delle relazioni di un piccolo gruppo supera una certa soglia, quando il gruppo diventa un po’ più “grande”, e si fa più pressante l’esigenza di una… “specializzazione”.

Già… ‘specializzazione’ non è la parola adatta. Dato che, in un contesto come quello che abbiamo descritto, non serve pensare in termini di suddivisione-separazione di attività “complesse” in altre (più) “semplici”. Piuttosto occorrerebbe saper pensare nei termini di un costante perfezionamento di ciò che viene dall’esperienza stessa; quell’esperienza in generale o senz’altro che è – già in – concreto, che sorge in un certo senso dal “completo”; e che sta in ogni parte dell’esperienza condivisa. L’esperienza diretta delle cose e delle persone; che ha senso se è senso comune. Nel momento in cui la micro-società si amplia oltre una certa soglia.

Esperienza pragmatica. Non come attività separata ma per costituire pratiche comuni. Necessarie alla vita di tutti.

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