Caro Presidente Giorgio Napolitano,
vista la celerità con la quale si è prodigato per concedere la grazia al collega Alessandro Sallusti, dal momento che più volte ha invitato le Camere a votare provvedimenti di amnistia o indulto (per i quali sono necessari i 2/3 di deputati e di senatori), sarebbe coerente da parte Sua un gesto nobile e risolutivo: contare uno a uno i “ladri di polli” detenuti nelle carceri italiane, purtroppo per loro non famosi come il collega Sallusti, e riservare, studiando i singoli casi, altrettanti provvedimenti di Grazia.
Perché questa legislatura che finisce lascia in eredità soltanto il “salva carceri” che, secondo quanto affermato dal ministro Paola Severino, ha portato la popolazione carceraria nel nostro Paese da 68.047 persone ai 66.335 che ancora oggi affollano le patrie galere. Troppo poco. Perché le strutture carcerarie esistenti consentono di privare la libertà a 47.048 persone. Altro che sovraffollamento. Bisogna fare qualcosa prima che le carceri si svuotino soltanto grazie ai suicidi, Presidente.
Si può quindi rendere tollerabile la grazia concessa al famoso Sallusti, anzi renderla utile. Caro Presidente, sarebbe molto lavoro, gran perdita di tempo, potrebbe cominciare in questi giorni, mentre le forze politiche sono ormai in campagna elettorale, tanto non dovrà più consultare nessuno per nominare eventuali inquilini di Palazzo Chigi fino a fine febbraio. Così facendo, comunque vada, le elezioni le vincerebbe Lei. 
Ci pensi, per tutti i poveri “ladri di polli” che non possono permettersi neppure una pena ai domiciliari tra le mura di casa Santanchè.
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