Controlli negli aeroporti e nei porti in Spagna e Italia, cosa cambia adesso per i passeggeri: le risposte ai principali dubbi
Dalla mezzanotte di sabato 8 agosto sono scattatati i controlli rafforzati negli aeroporti spagnoli per i viaggiatori provenienti dall’Italia. È la risposta di Madrid al governo italiano che il primo agosto ha sospeso l’accordo di Schengen come “precauzione” per l’assalto di migranti nell’exclave spagnola di Ceuta. Dopo gli ultimatum dell’Esecutivo di Petro Sànchez (inascoltati da Roma), la Spagna è così passata ai fatti.
Ma cosa cambia per i viaggiatori nel pieno delle vacanze agostane?
I controlli alle frontiere spagnole per chi arriva dall’Italia sono in vigore dalla mezzanotte di sabato e consistono nella verifica dell’identità (carta d’identità o passaporto) e della nazionalità dei viaggiatori e, nel caso dei cittadini di Paesi terzi, del visto o del permesso di soggiorno.
Chi è interessato?
Non essendo Spagna e Italia due Stati confinanti, i controlli alle frontiere interne sono stati ripristinati nei porti e negli aeroporti. Gli scali aeroportuali più interessati, a causa dell’elevato volume di traffico proveniente dall’Italia, sono Madrid, Barcellona, Malaga, Siviglia, Valencia, Alicante, Palma e Ibiza. Va tenuto conto che solo nella giornata di sabato 8 agosto nell’insieme degli aeroporti iberici è in programma l’arrivo di poco più di 250 voli dall’Italia, 64 solo allo scalo di Madrid Barajas. Per quanto riguarda i porti, saranno interessati tutti quelli del Mediterraneo che accolgono navi da crociera, come Barcellona, Valencia, Ibiza e Maiorca.
I controlli riguarderanno tutti i passeggeri o solo singoli soggetti?
“Entrambi i metodi sono in vigore”, hanno spiegato fonti del Ministero dell’Interno a El Paìs precisando che la modalità di controllo sarà stabilita di volta in volta dalla squadra in servizio. Le squadre incaricate dei controlli di frontiera sui viaggiatori provenienti dall’Italia, infatti, decideranno direttamente sul posto se sottoporre a verifica tutti i passeggeri di un volo selezionato casualmente oppure effettuare controlli a campione su alcuni viaggiatori. Per effettuare questi accertamenti, le squadre hanno accesso alle informazioni del Passenger Name Record (PNR), tramite le quali le compagnie aeree forniscono in anticipo i dati dei passeggeri. Sulla base di queste informazioni, possono scegliere di “selezionare un volo” e controllare tutti i suoi passeggeri o selezionare i singoli individui a bordo da controllare, secondo le stesse fonti.
Dove avvengono i controlli?
Secondo quanto si apprende da fonti del Ministero dell’Interno, negli aeroporti spagnoli i controlli vengono effettuati all’uscita dell’aeromobile, nel finger (la passerella che collega direttamente l’aereo al terminal dello scalo), di fatto senza deviare il flusso di viaggiatori verso le consuete aree di controllo di frontiera esterne. O in alternativa, direttamente sulla pista, subito sotto le scalette che portano i passeggeri a terra.
Chi atterra in Spagna rischia code e lunghe attese?
I controlli ai passeggeri in arrivo in Spagna dall’Italia “non stanno ostacolando il transito delle persone né alterando le operazioni di sbarco nei porti e negli aeroporti”, fanno sapere fonti della Polizia spagnola ai media locali assicurando che al momento i nuovi controlli “non stanno provocando file o alcun disagio”.
Cosa cambia per le compagnie aeree?
Alcune compagnie aeree, come Iberia, hanno inviato e-mail agli utenti che hanno prenotazioni di voli dall’Italia alla Spagna, chiedendo di fornire prima della partenza il numero del documento di identità dei passeggeri (ricordando di portare con sé passaporto o carta di identità).
In caso di problemi o dubbi a chi bisogna rivolgersi?
La Farnesina ha reso noto di avere rafforzato l’assistenza dei consolati e dei suoi uffici diretta ai connazionali presenti in Spagna o in viaggio. È stata anche aggiornata la pagina dedicata alla Spagna sul portale Viaggiare Sicuri (qui il link). Il ministero degli Esteri invita tutti i cittadini italiani presenti nel Paese o in partenza per la Spagna a consultarla per gli ultimi aggiornamenti e seguire le indicazioni delle autorità locali. Viene ricordato che restano comunque validi i requisiti di ingresso abituali, ovvero passaporto o carta d’identità validi per l’espatrio per tutta la durata del soggiorno all’estero. L’Unità di crisi ha creato anche un canale Whatsapp dedicato “Unità di Crisi – Spagna” ed è stata rafforzata la sala operativa dell’Unità di Crisi che risponde h24, 7 giorni su 7, al numero +39 0636225.
Per quanto tempo ci saranno queste misure?
Il controlli rafforzati introdotti da Madrid rimarranno in vigore fino alla mezzanotte del 7 settembre, “a meno che un cambiamento delle circostanze che ne hanno determinato l’adozione non giustifichi una modifica di tale periodo”, tengono a precisare dalla Spagna. Tradotto: se il governo Meloni torna indietro sui suoi passi, lo stesso farà Sànchez.
E per chi arriva in Italia dalla Spagna?
Il governo italiano ha ripristinato i controlli delle frontiere marittime e aeree con la Spagna già il primo agosto, dopo la crisi di Ceuta. Sospensione di Schengen che, al momento, resta in vigore fino a fine mese, anche se l’Esecutivo ha fatto sapere che potrebbe valutare ripensamenti dopo il 15 agosto. In queste settimane l’attività di verifica è stata svolta dalla polizia di frontiera con controlli “mirati” e “selettivi”, come ha precisato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Sotto la lente i cittadini di Paesi terzi in arrivo dalla Spagna, per accertare se siano in possesso dei documenti idonei a circolare in ambito Schengen. Un’attività di verifica, ha spiegato nei giorni scorsi il Viminale, che non comporta alcuna modifica ai viaggi di cittadini spagnoli ed europei verso l’Italia.