Bersani non ci sta. Il segretario del Pd risponde seccamente alle critiche sulle deroghe concesse dalla direzione del Pd per partecipare alle primarie dei parlamentari. “Io non ci sto – ha sbottato il leader democratico poco prima di partecipare a un pranzo con ambasciatori asiatici -, il nostro statuto parla del 10% di deroghe e noi abbiamo discusso di qualcosa che non è neanche il 3%: perchè se ne parla solo per il Pd? E’ inaccettabile. Siamo gli unici in Europa e in Italia ad avere il meccanismo di deroghe più stringente, per favore non chiedetecelo più e andate da qualche altro perchè su questo si è superato il segno”.

Il candidato premier del centrosinistra difende a spada tratta il meccanismo delle parlamentarie: “Siamo gli unici che fanno una cosa che non si è mai fatta né in Italia né in Europa, ci piacerebbe essere guardati con un po’ di simpatia visto che stiamo parlando di democrazia”. Bersani poi – neanche troppo sottilmente – contrattacca e avanza a sua volta una critica alle altre forze politiche: “Chiedete anche agli altri cosa intendono fare visto che il Parlamento è una istituzione di tutti. Noi da soli non possiamo risolvere come si scelgono i deputati, ma gradiremmo sapere come fanno anche gli altri”.

Tornando alle primarie del Pd per eleggere i parlamentari Bersani ha sottolineato le scelte sulla parità di genere: “Ieri abbiamo fatto una riunione splendida, abbiamo inserito tante novità, quella che mi piace di più darà la certezza di avere un numero di donne in Parlamento che non c’è mai stato in un gruppo parlamentare”.

E nonostante i sondaggi lo diano in svantaggio nel gradimento popolare rispetto a Monti, Bersani non vede l’attuale premier come un rivale: “Assolutamente no“, ha detto Bersani a chi gli chiedeva se i rapporti con Monti non fossero cambiati dopo le voci di una possibile discesa in campo del premier.  Parlando dell’incontro con il premier uscente il segretario del Pd ha precisato che si è trattato di un “colloquio cordialissimo, ci siamo fatti gli auguri e ce li faremo ancora, alla grande”.

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