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Crosetto smentisce la “pista russa” dietro l’esplosione nella fabbrica di munizioni a Colleferro: “Non risulta a nessuno”

A quattro giorni dal boato che ha scosso la provincia romana, l'ipotesi era stata avanzata da Repubblica. Il ministro: "Problema interno"
Crosetto smentisce la “pista russa” dietro l’esplosione nella fabbrica di munizioni a Colleferro: “Non risulta a nessuno”
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“Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno”. Una smentita secca per sgomberare il campo dalle ipotesi ventilate a quattro giorni dal boato che ha scosso la provincia di Roma: così il ministro della Difesa Guido Crosetto ha scelto di intervenire sull’esplosione nella fabbrica di munizioni di Colleferro, saltata in aria alla vigilia di Ferragosto, spiegando che non c’è alcuna “pista russa”, possibilità accreditata da La Repubblica in un articolo, nel quale si spiega che gli inquirenti l’hanno presa in considerazione.

Il governo italiano, almeno per il momento, non sembra dare credito a questa possibilità per spiegare quanto avvenuta tra le mura dell’ex Simmel, oggi Knds, azienda in prima linea per il riarmo europeo. Secondo Repubblica, infatti, la procura starebbe verificando possibili collegamenti con un altro sito di munizioni saltato in aria in Bulgaria. L’esecutivo, però, respinge questa lettura: “Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno”, ha dichiarato Crosetto all’Adnkronos.

Le sue parole arrivano proprio nel giorno in cui il leader di Azione, Carlo Calenda, chiede al governo di prendere posizione sulla vicenda: “Il governo dovrà riferire in Parlamento immediatamente alla ripresa. Non possiamo rimanere nell’incertezza su un possibile attacco ibrido russo (le televisioni di Mosca hanno dato ampio risalto a quanto avvenuto) che si configurerebbe come il più grave mai portato a termine sul suolo italiano e uno dei più devastanti a livello europeo”, ha scritto sui social il leader di Azione.

Un allarme che, al momento, l’esecutivo non condivide. Intanto anche il Copasir sta seguendo la situazione: il Comitato è infatti in contatto con le agenzie italiane per gli eventuali aggiornamenti sull’individuazione delle cause. Da parte delle autorità c’è la giusta riservatezza visto che sulla vicenda c’è un’indagine in corso.

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