L’Europa ci guarda. Non bastavano gli strali dei giornali stranieri e gli ammonimenti delle agenzie di rating. La situazione politica italiana è sotto la lente d’ingrandimento anche delle grandi banche internazionali. Un report della Royal Bank of Scotland, intitolato “The Revolver”, analizza i possibili scenari elettorali nel nostro paese, alla luce in particolare del ritorno in campo di Berlusconi.

Secondo gli analisti di Rbs la scelta dell’ex premier di voltare le spalle a Monti sarebbe dettata dall’esigenza di aggirare le condanne che pendono sulla sua testa. “Berlusconi – si legge nel rapporto – deve affrontare accuse di evasione fiscale e coinvolgimento in prostituzione minorile. Vista la sua età (76 anni) è difficile che vada in galera, ma una recente legge impedisce ai condannati a pene maggiori di due anni di candidarsi”. Ed è per questo, sostengono i redattori del rapporto, che Berlusconi avrebbe spinto per le elezioni anticipate: “Una volta in Parlamento, sarebbe coperto dall’immunità”.

Dopo aver spiegato il funzionamento del nostro sistema elettorale, il rapporto si concentra sui diversi schieramenti politici. Il Pd, “guidato dalla vecchia guardia Pier Luigi Bersani”, gode dei favori del pronostico: secondo Rbs, il centrosinistra ha il 55% di probabilità di vincere le elezioni. Uno scenario che potrebbe implicare ancora “un po’ di volatilità per gli spread italiani, perché restano dubbi sulla stabilità della coalizione e sull’agenda delle riforme”. Il Pd è dipinto come un partito “leale a Mario Monti” che però, secondo Rbs, potrebbe unirsi a un partito di centro come l’Udc.

La prospettiva di un Monti-bis è meno probabile (20%) e, pur essendo “il miglior scenario di lungo termine per la competitività dell’Italia”, sarebbe possibile solo dopo una notevole frammentazione del quadro politico e pressioni dai mercati nei prossimi mesi. Difficile, sottolineano gli analisti ricordando anche l’esperienza infelice di Lamberto Dini, che Monti riesca a creare un suo partito, visto il limitato tempo a disposizione.

Appena superiori, secondo Rbs, le percentuali di vittoria della coalizione di centrodestra, attestate al 25%. Una larga vittoria di Berlusconi e dei suoi alleati è improbabile, ma la politica di anti-austerità e anti-europeismo che metterebbe in atto dall’ex premier, magari alleandosi con la Lega Nord, rappresenterebbe il worst case scenario per gli investitori, che “avevano ripreso fiducia nei titoli di Stato italiani nel corso del 2012”.

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