La sesta sezione della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell’uomo d’affari, Luigi Bisignani, relativo al patteggiamento di una pena a un anno e 7 mesi di reclusione nell’ambito del processo sulla cosiddetta P4. La condanna diventa pertanto esecutiva anche se Bisignani potrà chiedere misure alternative al carcere. Il faccendiere aveva patteggiato la pena davanti al giudice per le indagini preliminari di Napoli Maurizio Conte un anno fa. Protagonista del caso “P4” era stato condannato per dieci capi di imputazione, tra cui associazione per delinquere, favoreggiamento, rivelazione di segreto e corruzione. Non aveva potuto beneficiare della sospensione della pena perché pregiudicato, in quanto condannato per la vicenda Enimont, e di conseguenza oggi che il verdetto è passato in giudicato, se non chiederà la misura alternativa, dovrà essere nuovamente arrestato. 

ll giudice aveva definito “congruo” l’accordo raggiunto dai legali con l’accusa, rappresentata dai pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio. Nell’ordinanza il gup Conte citava l’aggressione politica e le intimidazioni a imprenditori come fini dell’accordo “stabile e continuativo” stipulato da Bisignani con gli altri imputati del processo P4, Alfonso Papa e il sottufficiale dei carabinieri Enrico La Monica. Fini che venivano raggiunti, secondo il gip, attraverso lo scambio di informazioni riservate.  Bisignani è considerato uno degli uomini più influenti della II Repubblica con relazioni con uomini politici, delle istituzioni e del mondo degli affari. Tanto da far dire a Silvio Berlusconi. “Quello è più potente di me”. Secondo l’accusa l’ex piduista era il cuore di una organizzazione segreta che ricattava i potenti, indirizzava le nomine e partecipava alle scelte del governo Berlusconi. 

In una conversazione dell’ottobre del 2010 con Paolo Scaroni, numero uno di Eni, Bisignani faceva considerazioni sul governo, sulla giustizia e pure elezioni: “La situazione è assolutamente fuori controllo (…) secondo me, il discorso che gli puoi fare tu dall’esterno e che, secondo me, lui può apprezzare, gli devi dire… qual è l’urgenza maggiore che hai? Se è quella di fare l’accordo sulla giustizia, mettiti d’accordo con Fini e falla finita, se non è quella vai alle elezioni, però la cosa peggiore che stai… che sta succedendo è questa “morta cora” complessiva, con tutti i ministri in rivolta (…) l’ unica cosa che non si può fare è andare avanti in questo modo… per cui o fai l’accordo mangiando tutto quello che devi mangiare, però lo consideri necessario oppure chiudi la partita (…) Io questo gli direi, perché all’estero questo spettacolo di… di un Governo che non fa più niente non funziona più (…)”.

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