“In un momento in cui stiamo assistendo alla fine di un sistema politico, mettere un bavaglio alla stampa lascia spazio a tantissimi altri poteri che non vedono l’ora di mettere le mani su quello che succederà in futuro in Italia”. Fabrizio D’Esposito, giornalista del Fatto Quotidiano, suona l’allarme sul DDL Sallusti, che lunedì tornerà in Senato per il voto conclusivo sull’articolo 1, cuore del provvedimento che prevede anche la norma salva-direttori. L’occasione è una tavola rotonda alla quale hanno partecipato anche i senatori Teresa Armato (PD) e Raffaele Lauro (PDL). “Hanno buttato via quello che avevano costruito con una legge che mette contro direttori e giornalisti, una cosa che mi sembrava impossibile potessero pensare – aggiunge Caterina Malavenda, avvocato esperta in diritto dell’informazione – Erano riusciti ad arrivare a una modifica sulla norma per la rettifica, bastava cioè che obbligassero chi chiede la rettifica a documentare che dice la verità. Se avessero fatto questa modifica il testo sarebbe stato perfetto, ma non l’hanno fatto perché la rettifica non interessa a nessuno”. “Io penso che sia stato un errore pensare a questo strumento”, ha detto Teresa Armato, che ha assicurato l’impegno suo e del PD per non far approvare la legge. Lo stesso di Raffaele Lauro, malgrado le diverse disposizioni del PDL: “In coerenza con la mia posizione voterò per affondare l’articolo 1. Tutti dicono che così non mi ricandideranno. E io rispondo: manderò i caciocavalli”  di Andrea Postiglione e Vincenzo Iurillo

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