Beppe Grillo era sceso in campo o meglio nel web per difenderlo e addirittura proporlo al Quirinale. Ma a due settimana di distanza Antonio Di Pietro, presidente dell’Italia dei valori, si sfila dall’abbraccio seppur virtuale del leader del Movimento 5 Stelle. “Abbiamo un rispetto profondo per tutti quei cittadini arrabbiati che stanno protestando attraverso un movimento politico che si presenta con queste caratteristiche, ciò nonostante noi non possiamo seguire il progetto di Grillo che è un progetto di mera protesta”.

Di Pietro, al centro di un bufera mediatica e di partito dopo un’inchiesta del programma Report e una intervista al Fatto Quotidiano, spiega il suo pensiero a margine di un’iniziativa a Firenze. “Noi sentiamo l’obbligo e la responsabilità – dice l’ex pm di Mani Pulite – di costruire un’alternativa progressista e riformista di Governo, un’alternativa che noi vediamo soltanto in un’alleanza con altre forze politiche che vogliano costruire con noi un’alternativa, lo avevamo proposto a Vasto (dove Di Pietro, Bersani e Vendola sembravano aver raggiunto un’intesa, ndr), lo proponiamo ancora oggi”. Di Pietro non si arrende e da mesi lancia messaggi al segretario del Pd che però ha scelto come alleato Nichi Vendola, leader di Sel. “Ovviamente bisognerà  – infatti conferma – vedere cosa vuol dire fare quella parte del Partito democratico che ancora oggi mette come punto di riferimento il proseguimento del Governo Monti”. Di Pietro ha poi ribadito: “O ci si allea con le forze del centrosinistra o ci si allea con le forze moderate dell’Udc, il cui obiettivo è riportare un Monti dopo Monti anche se non si chiama Monti”. 

Per questo l’ex magistrato invita i militanti dell’Idv e tutti coloro che si riconoscono nel centrosinistra a partecipare alle primarie e a votare candidati alternativi al governo Monti. “Prendiamo atto con soddisfazione che questa proposta è contenuta nel programma di Vendola ma anche in quello di Bersani. L’Italia dei valori guarda con rispetto alle elezioni primarie, che una parte del centrosinistra sta svolgendo. Noi abbiamo chiesto un confronto su un programma condiviso che metta al primo posto un’alternativa alle politiche di Monti”. Che non può essere il sindaco di Firenze: “Ho rispetto per tutti, Renzi compreso, ma mi auguro che possa vincere quell’area alternativa a Monti, al neoliberismo e alla Marchionne-maniera di cui Renzi è innamorato”. Di Pietro come aveva già annunciato toglierà il suo nome dal simbolo del partito. “Non vedo l’ora di togliere il mio nome dal simbolo perché vorrà dire che il partito cammina con le proprie gambe”.

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