Come aveva fatto già il leader dell’Udc Pierferdinando Casini anche Antonio Di Pietro ha deciso di eliminare il nome dal simbolo dell’Italia dei Valori. Ad annunciare la ‘rivoluzione’ è lo stesso leader del partito nel suo discorso conclusivo, al termine della festa che si è tenuta a Vasto. “Essere dell’Italia dei Valori non è più essere enfants di Di Pietro – ha detto – in queste prossime politiche vedrete ancora il mio nome ma dopo sul simbolo ci sarà Alleanza per l’Europa”. E’ arrivato il momento in cui si deve passare “dal partito nato come forma di reazione al partito dell’alternativa”. 

Dal palco l’ex pm lancia un altro appello al Pd: “Basta nascondervi dietro al dito. Non serve a nulla continuare a ripetere che noi abbiamo offeso il capo dello Stato. Questo non è vero e voi lo sapete bene. Vogliamo solo la verità sulla trattativa Stato-mafia”. “La furbizia di dire né sì né no, invece di rispondere, ritengo che non sia democrazia”, prosegue Di Pietro lanciando anche una stoccata proprio all’Udc che “tanto va sempre e solo con chi va al governo”. Nel suo discorso Di Pietro ha parole anche per il leader del Movimento  Stelle: “Beppe Grillo ora fa quello che io già facevo dieci anni fa… Ma in questi anni ho imparato che oltre alla protesta si devono trovare anche delle soluzioni concrete per affrontare i temi del Paese. Protestare è facile, governare è molto più difficile…”.

L’Idv vuole essere ”un partito di governo”, perché“di opposizione si muore”. E così Di Pietro lancia la sua sfida dal palco di Vasto: “Noi non facciamo nessun passo indietro. La nostra non è una resa. Noi abbiamo dei programmi e la forza per cambiare davvero questo Paese”.  Sul referendum: “Mi dispiace vi aspettano tre mesi duri: dobbiamo passare dalle parole ai fatti. Raccogliamole noi 500mila firme. Quando quelle firme saranno raccolte anche le alleanze sarà più possibile farle”. 

“Dobbiamo avere la forza di buttar via, se c’è, qualche mela marcia. Lo faremo, senza chiusure – dichiara – Dobbiamo essere orgogliosi perché ci siamo fatti da soli. Abbiamo rappresentato una parte del Paese che crede nella legalità come primo fattore di sviluppo”.  E al termine di questa assemblea “dobbiamo essere sempre più convinti che potremo rappresentare un futuro Governo che può fare quello che abbiamo promesso dai cittadini dobbiamo trarre la forza per stare in una coalizione e far sentire il peso del nostro esserci”. L’Italia dei Valori deve uscire da questa assemblea “ancora più sicura di sé e impegnata” con “l’umiltà” del “saper apprendere oltre che dell’essere impegnati”.