Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale le modifiche al Piano casa approvate dalla Regione Lazio nell’agosto scorso, perché contenenti “alcune disposizioni in contrasto con le norme statali in materia di tutela del paesaggio ed in materia di governo del territorio”. In particolare si tratta della legge della Regione Lazio n. 12 del 6 agosto 2012, che interveniva sulla precedente normativa già approvata, per correggere disposizioni sulle quali il ministero dei Beni culturali aveva già eccepito, ma il governo non ha ritenuto sufficienti le modifiche. L’emendamento prevedeva la possibilità di cementificazione di Roma e della regione Lazio per poter finanziare la ristrutturazione o la costruzione ex novo di chiese, parrocchie, oratori e quanto abbia a che fare con l’edilizia religiosa.

A presentarlo era stato Luciano Ciocchetti, assessore all’Urbanistica di Renata Polverini e deputato Udc fino al 2010, che affermava: “Al fine di garantire agli Enti istituzionalmente competenti le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione o l’ampliamento di edifici di culto, di attrezzature religiose e complessi parrocchiali sulle aree nella disponibilità per tali fini di detti Enti è consentita la realizzazione di interventi ad uso residenziale, commerciale, direzionale, turistico o a servizi, con una volumetria non superiore a quella delle opere religiose. I proventi derivanti a detti Enti dalla cessione a terzi a qualsiasi titolo delle aree edificabili, ovvero dei relativi diritti edificatori o degli immobili realizzati sono integralmente destinati alla esecuzione delle opere religiose”.

Nel comunicato del Cdm emerge anche l’impugnazione per legge regionale della Liguria sulla cannabis terapeutica la n. 26 del 3 agosto 2012 che riguarda le “modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche”, e  legge regionale delle Marche sulla spending review del primo agosto scorso (“Misure urgenti in materia di contenimento della spesa”).

L’unica approvazione ha riguardato la riorganizzazione della Croce Rossa Italiana. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato in via definitiva, dopo aver acquisito i pareri favorevoli delle Commissioni parlamentari competenti e della Conferenza unificata, il provvedimento di riorganizzazione dell’Associazione italiana della Croce rossa. La riorganizzazione dell’ente – sottolinea Palazzo Chigi – mira a valorizzare l’attività dei volontari della Cri, garantire all’ente maggiore autonomia e indipendenza, consolidare le risorse umane, risanarne la gestione e acquisire ulteriori risorse finanziarie attraverso l’attività dell’Associazione.

In una nota, però, dall’ufficio regionale competente della Regione Lazio puntualizzano che “non risultano impugnate le norme che sono proprie del Piano casa (dall’articolo 1 all’articolo 6 della legge 10/2012) ad eccezione ai cambi di destinazione d’uso degli edifici non residenziali ad altre destinazioni non residenziali nei comuni sprovvisti di piano regolatore generale”. L’oggetto dell’impugnativa, spiega la Regione, è limitato solo ad alcune norme, legate alle modalità previste per la perimetrazione delle aree di interesse archeologico individuate nel Piano Territoriale Paesistico Regionale (Ptpr). In sostanza, gli unici aspetti su cui, scrive la Regione, “attendiamo sereni il giudizio della Corte Costituzionale” sono “l’unificazione dei piani di miglioramento aziendale legati alla attività agricola nelle aree naturali protette con i piani di utilizzazione aziendale previsti dalle legge urbanistica e paesaggistica regionale. Ed infine la procedura per dare attuazione ai programmi integrati nelle aree caratterizzate da valenze naturalistiche ambientali e culturali. Normativa quest’ultima – conclude- già oggetto di esame presso la Corte costituzionale”. 

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