Consentire la cementificazione di Roma e della regione Lazio per poter finanziare la ristrutturazione o la costruzione ex novo di chiese, parrocchie, oratori e quant’altro abbia a che fare con l’edilizia religiosa: è l’emendamento al Piano casa regionale che l’assessore all’Urbanistica di Renata PolveriniLuciano Ciocchetti, deputato Udc fino al 2010 e ancora oggi dirigente nazionale del partito centrista – metterà al voto oggi pomeriggio con cospicue speranze di approvazione. Certo, in una città in cui la struttura del potere non ha mai davvero potuto prescindere né dalla Curia né dai cosiddetti “palazzinari”, la proposta dell’assessore di Pier Ferdinando Casini potrebbe anche non sorprendere, ma c’è del genio – per così dire – nel modo inedito in cui i due interessi sono stati amalgamati e composti. Recita l’emendamento Ciocchetti: “Al fine di garantire agli Enti istituzionalmente competenti le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione o l’ampliamento di edifici di culto, di attrezzature religiose e complessi parrocchiali sulle aree nella disponibilità per tali fini di detti Enti è consentita la realizzazione di interventi ad uso residenziale, commerciale, direzionale, turistico o a servizi, con una volumetria non superiore a quella delle opere religiose. I proventi derivanti a detti Enti dalla cessione a terzi a qualsiasi titolo delle aree edificabili, ovvero dei relativi diritti edificatori o degli immobili realizzati sono integralmente destinati alla esecuzione delle opere religiose”.

Non ha neanche il difetto dell’oscurità, va detto: è un trasparente favore tanto alle confessioni religiose, in primis quella cattolica, quanto ai costruttori romani boccheggianti causa recessione. In sostanza, dice l’assessore, regione e vescovi non hanno una lira per ristrutturare o costruire chiese, parrocchie, oratori e simili – se ce ne sia bisogno, è ovviamente un’altra faccenda – e allora bisogna inventarsi qualcosa. Quel qualcosa è questo emendamento: i palazzinari o direttamente gli enti religiosi potranno costruire una quantità di metri cubi commerciali uguale a quella che stanno realizzando a scopi religiosi. Il costo delle nuove chiese, in sostanza, sarà pagato con gli oneri concessori dovuti per i nuovi quartierini residenziali, i nuovi palazzi di uffici o i nuovi mega supermercati. “Ci mancavano solo le speculazioni edilizie tramite le opere religiose”, denuncia Angelo Bonelli, leader dei Verdi e consigliere regionale proprio a Roma: “Con l’emendamento dell’assessore Ciocchetti, gli enti religiosi sono legittimati a realizzare nuove case, centri commerciali, uffici, edifici destinati a servizi o al turismo, e utilizzare i proventi nella costruzione di nuovi enti di culto. Facciamo un esempio: se si realizza una chiesa di 10mila metri cubi, si possono realizzare case, uffici e centri commerciali per una volumetria di altri 10mila metri cubi. Si tratta di un assalto del territorio per cui, per costruire una chiesa, ci si costruisce una città intorno”.