‘Valuteremo, quando avremoacquisito tutti gli elementi utili, se aprire un’inchiesta sulla fuga di notizie perchè è evidente che c’è stata una rivelazione di cose coperte dal segreto istruttorio”. Lo dice il procuratore di Palermo Sarà aperta un’indagine sulla ricostruzione offerta dal magazine Panorama sulla conversazione intercettata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ex presidente del Senato Nicola Mancino nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. “L’intenzione di disporre accertamenti su una possibile fuga di notizie non significa necessariamente attribuire validità alle notizie che sono state diffuse. Anche la diffusione di una notizia parziale o inesatta rende ipotizzabile che vengano disposti accertamenti in questo senso” fa sapere il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo. “E’ prematuro interrogarsi ora su chi sia competente a indagare” aggiunge rispondendo alla domanda se sulla vicenda dovrebbe indagare Palermo o Caltanissetta, dal momento che, in via teorica, non può escludersi che il presunto responsabile della fuga di notizie possa essere stato un pm palermitano. Messineo, comunque, smentisce che la ricostruzione delle telefonate fatta da Panorama corrisponda al loro reale contenuto. 

Messineo ha così risposto all’exsottosegretario Alfredo Mantovano che si era chiesto come potesse il procuratore valutare se aprire un’inchiesta sulla ricostruzione delle conversazioni intercettate tra l’ex ministro Nicola Mancino e il capo dello Stato, “visto che lo stesso magistrato aveva detto che quanto pubblicato sul settimanale non risponde al vero”. “‘Confermo che le telefonate intercettate non sono mai state trascritte. E d’altra parte non c’è bisogno di trascriverle per poterne conoscere e valutare il contenuto. Basta ascoltarle. Confermo che le anticipazioni non trovano corrispondenza con il contenuto delle telefonate intercettate – aggiunge – ma ovviamente non intendo fornire particolari sugli elementi di difformità”. 

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