L’hanno trovata in centro che vagava da sola, in piena zona rossa a Finale Emilia. La signora Maria, 90 anni, non ha mai lasciato la sua abitazione, in cui risiede con il marito, situata a pochi passi dalla torre dell’orologio e dalla Rocca Estense, entrambe ridotte in macerie. La coppia è rimasta là, senza permettere che li evacuassero per tutta la settimana, dal sisma di domenica mattina ai terremoti che continuano a scuotere Finale Emilia costantemente. Gli ultimi alle 12.11 con epicentro tra Modena e Bologna, di magnitudo 2.8, e alle 15.33, tra Bologna e Ferrara, 2.7 gradi della scala Richter.

Nessuno si era accorto di loro nonostante la presenza fissa dei vigili del fuoco e della protezione civile che, insieme ad alcune squadre di tecnici e ingegneri, stanno lavorando senza sosta, anche la notte, per rendere transitabili una parte delle strade e facilitare così lavori e sopralluoghi. “Non avevamo idea che fossero rimasti a casa invece di essere evacuati come tutti” raccontano stupiti i volontari della protezione civile.

La coppia conduceva tranquilla la propria vita quotidiana ignara dei rischi a cui fosse esposta, andando avanti e indietro da casa come sempre. Sorpresa che le botteghe cittadine fossero tutte chiuse. Come se il centro di Finale non fosse continuamente a rischio crolli.

“Voglio tornare a casa, sto bene” ha detto Maria ad Arturo Panzanini, il vigile del fuoco del distaccamento di Modena, anche se originario di Finale Emilia, che l’ha scorta vicino alla piazza cittadina, mentre camminava con un sacchettino bianco in mano, ignorando pericolo e macerie. Forse in cerca di un negozio aperto dove rifornire la sua dispensa. “Mi riaccompagni a casa per favore, mio marito è malato”, ha insistito. Il marito, che l’attendeva a casa dove è stato prelevato dalla croce rossa, aveva infatti avuto in passato un’ischemia e un infarto, anche se ora è autonomo e sembra essersi ristabilito.

Il vigile le ha fatto indossare subito l’elmetto giallo di sicurezza, fondamentale per chiunque desideri entrare nella zona transennata della città, generalmente per recuperare qualche oggetto dalla propria abitazione, sotto la sorveglianza di un pompiere, prima di scortarla verso la stazione mobile dei vigili del fuoco situata a pochi metri dalla zona preclusa alla popolazione. Sempre tenendola per mano. Perché lei, Maria, non aveva nessuna voglia di allontanarsi da casa, quella in cui vive da anni e che ha continuato a occupare anche in questi giorni.

Dopo averla accompagnata fuori dalla zona rossa e averle dato un po’ d’acqua, la croce rossa l’ha caricata in ambulanza per portarla al campo allestito nel centro sportivo dove si trova il medico, così che possa ricevere le prime cure. “Verificheremo le sue condizioni di salute, poi le troveremo una tenda per trascorrere la notte e appena possibile cercheremo un alloggio più adatto alle sue condizioni” ha detto uno degli infermieri che è salito in ambulanza con lei.

La sua casa, dove è rimasta tutti questi giorni, è completamente inagibile e non potrà farvi ritorno. Da tutta Italia, però, in molti hanno messo a disposizione alberghi e posti letto per gli sfollati. Domani da Finale partirà un pulmino con 7 passeggeri diretto a Trento.

Per il momento, comunque, la signora Maria e il marito, entrambi da un primo esame in buone condizioni di salute, si trovano in una delle tende allestite al centro sportivo di Finale, assistiti da medici, infermieri e dai clown, che in questi giorni si stanno impegnando per intrattenere bambini e anziani. “Lei vorrebbe tornare a casa – raccontano i paramedici della croce rossa, che stanno organizzando la permanenza della coppia così da renderla il più confortevole possibile – ma fortunatamente il marito l’ha fatta ragionare. Speriamo che qui si trovino bene e che lei non decida di andarsene”.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

La delusione degli abitanti di Finale: “Monti non è nemmeno passato” (video)

next
Articolo Successivo

Terremoto, un’altra forte scossa. E’ di nuovo paura tra gli sfollati

next