Molti pensano che l’evasione fiscale si combatta così: la GdF e l’Agenzia delle Entrate scoprono gli evasori; questi pagano e così lo Stato recupera le imposte evase; il problema è che di evasori se ne scoprono troppo pochi, quindi basterebbe aumentare gli accertamenti. È tutto sbagliato. GdF e Fisco non “scoprono” gli evasori; semplicemente contestano un’evasione fiscale; i cittadini possono concordare quanto pagare; oppure ricorrere ai giudici tributari (3 gradi di giudizio, più o meno 10 anni di contenzioso). Alla fine, se hanno avuto torto, sono dichiarati ufficialmente evasori di imposta e devono pagare. Gli uffici tributari emettono una “cartella esattoriale” e la passano a un esattore: la famigerata Equitalia.
Naturalmente tra gli evasori c’è di tutto: quello da centinaia di migliaia di euro e quello che non ha pagato il bollo della macchina o l’abbonamento Tv; e c’è, soprattutto, una grande massa di evasori medio-piccoli che comunque, tutti insieme, fanno una “paccata di miliardi”. Equitalia non sa la storia di ognuno; quella è stata raccontata alla GdF, al Fisco, alle Commissioni Tributarie, alla Cassazione; e – evidentemente – non è stata ritenuta valida. Equitalia deve solo incassare i soldi; e lo deve fare per forza perché così dicono la legge e il contratto che ha con gli Enti impositori (Stato, Comuni etc). Qualcuno paga; ma molti no e quindi i soldi bisogna prenderglieli per forza. Il che significa sequestri, ipoteche, vendite all’asta etc. etc. Gli evasori non sono contenti e si inventano quello che possono per non pagare. Per esempio, quando (dopo mesi o anni) gli sequestrano la macchina (il famoso fermo amministrativo) chiedono la rateazione del dovuto; Equitalia la concede e revoca il sequestro; loro si vendono la macchina e non pagano. E di trucchi così ce n’è una marea.
Ora: 1) Se un cittadino ha un debito nei confronti di un altro cittadino e non lo paga, sarebbe giusto o no costringerlo a pagare agendo in via esecutiva sui suoi beni? Se sì, perché ciò non dovrebbe essere fatto quando il creditore è lo Stato? 2) Ammesso che possano esserci situazioni di particolare disagio per il debitore; ammesso che, a differenza di quanto avviene nei rapporti tra privati, ciò debba essere rilevante per lo Stato; non è evidente che questa valutazione spetta al Fisco e non a chi è incaricato solo di incassare i soldi? 3) Siccome di evasori si tratta (altrimenti, in 3 gradi di giudizio, qualche giudice avrebbe deciso che nulla era dovuto a Fisco), è ovvio che di voglia di pagare ce n’è poca; e piangere miseria per non pagare lo fanno sia gli evasori ricchi che quelli poveri. Come potrebbe il Fisco distinguere il simulatore dal misero? E, a maggior ragione, come potrebbe farlo Equitalia? 4) Ammesso che sia possibile identificare gli evasori poveri, come potrebbero Equitalia o il Fisco rinunciare a riscuotere il dovuto? Sarebbe necessario un condono, l’ennesimo, riservato solo a loro. Per esempio: le imposte dovute, se inferiori a 5.000 euro, sono condonate. E quelli che ne devono 6.000? E quelli che ne dovrebbero 100.000 ma sono riusciti a farsi beccare solo per 5.000? 5) L’evasione fiscale che Equitalia è incaricata di recuperare risale a 5, 10 anni fa. Dunque non è figlia della crisi. Certo, oggi è un brutto momento per pagare. Lo si fosse fatto prima…
Il Fatto Quotidiano, 18 maggio 2012
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