La rata più pesante dell’Imu arriverà sotto forma di “regalo di Natale”. Dopo l’allarme dei Centri di Assistenza Fiscale sull’impossibilità di rispettare le scadenze originarie si è infatti deciso di far pagare la nuova tassa in due tranche. La prima a giugno calcolata con aliquota base (4 per mille per la prima casa e 7,6 per mille negli altri), la seconda a fine anno quando saranno note tutte le addizionali fissate dai Comuni. L’esatto ammontare del secondo versamento si saprà però soltanto il 10 dicembre poiché fino a quella data il governo avrà la possibilità di inasprire ulteriormente il prelievo manovrando addizionali e detrazioni per assicurarsi in ogni caso l’incasso preventivato .

Questa la soluzione individuata durante il passaggio del decreto fiscale in Senato (approvato oggi) per cercare di mettere qualche punto fermo in un quadro dove la confusione regna sovrana. L’esame parlamentare non ha però risolto alcune problematiche evidenziate da media e centri studi nelle scorse settimane. La nuova tassa porta infatti con se una sorta di piccola bottega degli orrori che cresce di giorno in giorno. Abbiamo già dato conto della possibilità che le seconde case sfitte di proprietari benestanti finiscano per avere un trattamento addirittura più favorevole rispetto a prima.

La lista delle iniquità si è però ora arricchita di due nuovi elementi. Il primo è che le 88 fondazioni bancarie del nostro Paese non dovranno versare neppure un centesimo, il secondo è che dovranno invece pagare, e anche tanto, gli anziani residenti negli ospizi proprietari di una casa.

Respingendo un emendamento dell’Italia dei Valori che chiedeva di eliminare l’esenzione il Senato ha confermato che le fondazioni bancarie non dovranno versare l’Imu poiché la loro natura giuridica è quella di enti no profit. Poco importa che queste fondazioni siano gli azionisti più importanti di banche del calibro di Unicredit, IntesaSanPaolo o Monte dei Paschi di Siena e che come tali incassino dividendi milionari. E pazienza se tre anni fa la Corte di Cassazione ha sollevato dubbi sull’equiparazione delle fondazioni bancarie agli altri enti no profit ai fini delle esenzioni fiscali.

Messe in salvo le fondazioni, si colpiscono invece gli anziani ricoverati in ospizio per cui la nuova tassa rischia di tradursi una vera e propria beffa. Se hanno scelto di spostare la loro residenza nella casa di riposo e sono proprietari di un’ abitazione questa verrà tassata come se fosse una seconda casa. Dunque con aliquota più alta e senza detrazioni.

Per loro c’è però ancora una chance per sottrarsi al salasso visto che i Comuni hanno la possibilità di decidere esenzioni o variare le aliquote.

Tirano infine un sospiro di sollievo i proprietari di fabbricati rurali nei comuni montani che godranno di una totale esenzione così come i possessori di fabbricati classificati inagibili o inabitabili.

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