Damasco ha accettato il termine del 10 aprile per cominciare a dare attuazione al piano di pace in sei punti proposto Kofi Annan, inviato speciale dell’Onu e della Lega araba per la Siria. La notizia arriva da fonti diplomatiche citate dalla Bbc. Il piano prevede il cessate il fuoco di tutte le parti in campo sotto la supervisione dell’Onu, il ritiro dei militari del regime dalle città e la consegna degli aiuti umanitari.

Annan ha chiesto l’appoggio dell’Onu per la scadenza del 10 aprile, con una piena attuazione del cessate il fuoco entro 48 ore. Damasco ha approvato il piano di pace la scorsa settimana, senza tuttavia interrompere, finora, la sua campagna di repressione contro gli oppositori e senza ritirare i suoi militari dai centri abitati. Susan Rice, l’ambasciatore americano all’Onu, Susan Rice rimane scettica: ”Bisogna essere realisti, nel corso degli ultimi mesi molte promesse non sono state rispettate dal governo siriano, per questo motivo siamo scettici sull’effettiva attuazione dell’impegno assunto”.

Solo oggi il bilancio delle vittime è di 40 civili uccisi dai lealisti del regime di Bashar al-Assad in particolare nelle provincie di Idlib, nel nord, e di Homs, nel centro del Paese. Le stesse zone dove ieri, secondo gli attivisti dei Comitati locali di coordinamento della rivoluzione, sono state uccise altre 80 persone. E a Damasco 4 persone sono rimaste ferite nell’esplosione di un autobomba vicino all’Hotel Kinda, nel quartiere centrale di al-Marja.

In più di un anno di violenze, secondo dati Onu, almeno novemila persone sono morte nel Paese arabo; chi può prova a fuggire verso la Turchia: il numero dei cittadini siriani rifugiati nella penisola anatolica ha raggiunto quota 18.780, stando all’agenzia di stampa Anadolu.

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