Sulla difesa dell’articolo 18 anche noi utenti della rete dobbiamo fare la nostra parte.

Non si tratta di una presa di posizione ideologica. Tutt’altro.

Probabilmente sono proprio il governo Monti e il ministro Fornero che lo stanno affrontando ideologicamente.

Noi siamo quelli che pensano che i diritti dei lavoratori siano inviolabili e che questa crisi la si debba affrontare eliminando il precariato, mettendo mano alle finte partite iva e incentivando gli investimenti.

Noi siamo quelli che sono convinti che l’abolizione dell’articolo 18 sia solo un contentino dato all’Europa della finanza e delle lobby.
Per questo parteciperemo a tutte le mobilitazioni promosse da sindacati e lavoratori, ma abbiamo deciso di far sentire la nostra voce anche sul web.

La settimana prossima si saprà se il governo porterà in Parlamento le modifiche per mettere la museruola ai diritti dei lavoratori modificando o abolendo l’articolo 18.
Per questo abbiamo deciso di lanciare per venerdì 30 marzo un blogging day che abbiamo chiamato Sì18Day.
Durante il Sì18Day ogni blogger posterà il banner dell’iniziativa e manderà la notizia a 5 nuovi blog, ogni account twitter scriverà un pensiero con l’hashtag #si18day, ogni utente Facebook posterà con il link alla pagina dell’iniziativa e ogni videomaker manderà una sua presa di posizione video sull’articolo 18.

Ecco, è il momento di alzare la voce forte, anche in Rete, a difesa dell’art. 18. Prima che sia troppo tardi.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Le balle del governo sull’articolo 18

next
Articolo Successivo

Controriforma del lavoro, uno zerbino per l’Europa

next