Il cucchiaio di legno è rimasto nel cassetto delle paure, e tanta gente ha sorriso dagli spalti, perché ha bisogno di questo sport. Quel rugby che se ne frega dei lustrini e pretende sudore e lealtà, come codici che proprio non si discutono.

La Nazionale è stata più forte, della Scozia e del suo ruolo di eterna comprimaria al Sei Nazioni. Il 13 a 6 con cui la Nazionale ha battuto gli scozzesi a Roma vale come un bel risultato, di quelli su cui costruire un futuro da protagonista, o almeno da veloce nave corsara della palla ovale.

Niente cucchiaio di legno, insomma, simulacro di trofeo che pesa su chi perde tutte e cinque le partite del torneo. Ma tanti, tantissimi spettatori. All’Olimpico erano in 72mila, a tifare con ordine. Felici di respirare aria pura, senza curve che si insultano, senza striscioni a spargere razzismo e invocare violenza, e senza giocatori (?) a buttarsi in terra, simulando infarti o ferite irricubili.

Roba da alieni, a leggerla. Roba da rugby. Di cui abbiamo tutti un po’ bisogno.

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