L'area dell'ex Dogana di Segrate

Rifiuti speciali sepolti abusivamente in un terreno alle porte Milano, dove dovrebbe sorgere un grande centro commerciale. Il tutto ripreso dalle videocamere della Guardia di Finanza. Così è scattato il sequestro dell’area ex Dogana di Segrate e di sette camion della Lucchini Artoni srl, importante azienda del movimento terra, già colpita nel 2009 da un’interdittiva antimafia della Prefettura di Milano, per aver affidato lavori a imprese in odore di ‘ndrangheta.

Vincenzo Bianchi, presidente di Lucchini Artoni, è indagato per gestione non autorizzata e abbandono di rifiuti. Il decreto sequestro firmato dai sostituti procuratori di Milano Grazia Pradella e Paola Pirrotta contesta all’imprenditore di aver interrato nell’area di 15 mila metri quadrati rifiuti pericolosi di varia natura, compreso fresato d’asfalto e detriti contaminati da olii minerali.

Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano, sono inziate in seguito alle segnalazioni di alcuni cittadini insospettiti dal via vai di camion. Nel pomeriggio del 5 gennaio, per esempio, i finanzieri hanno potuto documentare l’attività di uno scavatore “che provvedeva a spargere all’interno di una grossa buca il materiale nerastro scaricato dagli automezzi”. Materiale che poi “veniva ricoperto dalla terra circostante”. Gli scarichi, scrivono i pm, avvenivano “nel più totale disprezzo dei reiterati interventi dell’autorità giudiziaria”, con un “senso d’impunità” dovuto anche “ai comportamenti incomprensibilmente ‘tolleranti’ da parte della autorità amministrative incaricate di autorizzazioni e controlli”.

VELENI NEL CANTIERE, IL VIDEO DELLA GUARDIA DI FINANZA

L’area dell’ex Dogana di Segrate è interessata al progetto di un centro commerciale da 170 mila metri quadri, il Westfield Milan, al quale partecipa il gruppo Percassi di Bergamo. Il megaintervento urbanistico è citato anche nelle carte dell’inchiesta per corruzione della Procura di Monza che vede protagonista il dirigente del Pd (autosospeso) Filippo Penati.

La Lucchini Artoni, storica azienda fondata nel 1923 con sede a Segrate, non è nuova a disavventure di questo genere. Il 21 maggio 2009 è stata colpita da un’interdittiva antimafia del Prefetto di Milano, su segnalazione della Dia. Che ipotizzava legami con la ‘ndrangheta per ben 17 dei 22 “padroncini” a cui la società aveva appaltato parte del movimento terra in diversi cantieri milanesi. Dopo un ricorso della Lucchini Artoni, il 31 luglio dello stesso anno la Prefettura ha ritirato l’interdittiva, dato che l’azienda aveva dichiarato di aver “rotto” tutti i contratti contestati.