Più di mezzo milione di rimborsi per incontri, cene, hotel e missioni, e altri 500 mila euro per iniziative pubbliche. Oltre 300 mila euro in consulenze, 200 mila in francobolli e telefonate, e altri 65 mila in fotocopie e cancelleria. Sono solo alcune delle voci di spesa messe a bilancio dai gruppi consiliari dell’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, nel 2011. In tutto un fiume di soldi, traducibile in 3,3 milioni di denaro pubblico. E poteva andare peggio. Perché i partiti hanno usato solo una parte delle risorse totali messe a disposizione dalle casse di viale Aldo Moro, pari a circa 3,7 milioni, risparmiando circa 375 mila euro.

Nero su bianco, le cifre sono state pubblicate dalla stessa Regione, che attraverso “un’operazione trasparenza” ha deciso di mettere online, rendendoli quindi consultabili, non solo il rendiconto 2011 dei diversi gruppi suddiviso in sedici macrocategorie, ma anche presenze e assenze dei consiglieri, vitalizi, attività dell’assemblea, la contabilità degli incarichi e i bilanci delle società partecipate. Un passo importante, se si considera che fino a ieri, a eccezione del bilancio del Movimento 5 stelle (pubblicato, completo di dettagli, sul loro sito), gli unici dati consultabili erano il budget totale destinato ai gruppi, e la suddivisione tra i vari partiti, proporzionata al numero dei consiglieri.

Anche se, va detto, l’apertura della nuova sezione sul sito istituzionale lascia ancora oscuri alcuni punti. Le macrocategorie, ad esempio, non sono a loro volta suddivise nelle singole voci di spesa (cene, hotel, viaggi, ecc.), mentre mancano ancora i nomi dei consulenti e dei collaboratori con i relativi scopi, competenze e curricula. “E non c’è nemmeno la rendicontazione dei rimborsi per gli spostamenti casa – Regione” fa notare il consigliere del Movimento 5 stelle Giovanni Favia. Lo stesso presidente dell’Assemblea Matteo Richetti, promotore dell’operazione trasparenza, ammette che c’è ancora da lavorare in questa direzione. “Proveremo a rendere trasparenti anche le attività delle varie commissioni, e a realizzare un fondo unico per il funzionamento dei gruppi”.

Nel 2011 la Regione ha garantito ai gruppi un contributo per le attività istituzionali pari a 3,7 milioni di euro, distribuiti alle diverse formazioni in base al numero di eletti. I partiti però ne hanno effettivamente impiegato solo una parte, circa 3,3 milioni. Scorrendo le varie categorie del rendiconto, si scopre, ad esempio, che 11 consiglieri del Pdl hanno speso più di 200 mila euro in pranzi di lavoro, treni, auto, pedaggi, aereo e hotel per incontri e missioni. Quasi quanto i 24 eletti del Pd, che sempre per missioni legate all’incarico hanno avuto rimborsi per 208 mila euro. La Lega nord, con quattro rappresentanti seduti in assemblea, ha investito oltre 90 mila euro, dei 457 mila a disposizione, per il personale, e 79 mila euro in iniziative pubbliche. Due voci di spesa consistenti anche nel bilancio dell’Idv, che ha usato quasi l’intero budget (483 mila euro) per stipendiare i dipendenti (165 mila euro) e per meeting, convegni e seminari. In quest’ultimo settore in particolare il partito di Di Pietro non ha guardato al portafoglio, sfiorando i 145 mila euro.

Il Pd, che come maggior partito ha ottenuto il fondo più consistente (circa 1,33 milioni di euro), ha utilizzato buona parte della somma per pagare gli stipendi al personale (quasi 256 mila euro). Oltre ai rimborsi spesa dei singoli consiglieri (i 208 mila euro già citati), un’altra grossa fetta è stata poi usata per le iniziative pubbliche (186 mila euro). Cifra da capogiro anche per le consulenze di professionisti, come avvocati, esperti del lavoro o programmatori informatici (163 mila euro). Francobolli e telefonate sono costate 78 mila euro, mentre per fotocopie, buste, penne e vari oggetti di cancelleria i democratici hanno speso 32 mila euro.

Tra i vari gruppi c’è poi chi ha avuto le mani bucate e chi invece ha cercato di risparmiare e di non consumare l’intero tesoretto previsto dalla Regione. La maglia nera va a Sel, che ha chiuso l’anno in rosso, registrando un passivo di 5 mila euro. Mentre il Movimento 5 stelle è stato quello più attento: nel corso del 2011 ha usato circa il 63% del budget ricevuto. Seguono l’Italia dei Valori e l’Udc (hanno speso l’85% del totale), il Partito democratico (87%) e la Lega Nord (90%). “Rivendichiamo con orgoglio di essere la forza politica più oculata nella gestione del denaro – ha commentato il consigliere Favia – Il Movimento 5 Stelle avendo a disposizione 334 mila euro, ha messo da parte 121 mila euro, ovvero 60 mila euro a testa. Sono soldi che a fine legislatura – ricorda infine – torneranno nelle casse pubbliche”.

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