Il temuto presidio sotto la neve di Forza nuova a Bologna si è rivelato un flop. In piazza Galvani a commemorare le vittime delle foibe c’erano appena dieci militanti, tanto che le loro bandiere tricolore e quelle con la croce celtica, unite a quelle del partito, si perdevano in mezzo al bianco delle strade. La scarsa partecipazione è riuscita comunque a scatenare la collera della sinistra antifascista bolognese. In 200, armati di megafoni e striscioni, si sono radunati in piazza Maggiore per rispondere “alla vergognosa presenza” con slogan e canti partigiani, tenuti a bada da una stretta cordata di forze dell’ordine, presa a pallate di neve e ghiaccio.

Il presidio dell’estrema destra si è rivelato quindi più simbolico che altro, vista la partecipazione, con un solitario gazebo sistemato in mezzo alla piazza e qualche vessillo. Polizia e carabinieri in assetto anti-sommossa, di molto superiori alla rappresentanza di Forza nuova, hanno chiuso per precauzione ogni accesso alla piazza, per proteggere l’esiguo gruppo di manifestanti dalla folla infuriata che, ora dopo ora, continuava ad aumentare. Giovani comunisti, centri sociali, Anpi e studenti delle scuole superiori, pronti a “cacciare il fascismo fuori dalla città”. Un successo quello creatosi grazie al tam tam in rete che ha portato all’organizzazione del contro presidio, al quale si sono uniti anche alcuni passanti incuriositi dalla confusione.

“Noi siamo qui per commemorare una strage che è prima di tutto di italiani, di destra e di sinistra” ha sottolineato Stefano Colato, coordinatore di Forza Nuova Emilia. “Il fatto che siano venuti qui a disturbare il nostro presidio, quindi, la dice lunga sulla faziosità di certe correnti della sinistra, che tirano ancora fuori ideologie ormai superate. Questo dimostra anche che per loro esistono pulizie etniche di serie A e di serie B, che meritano o non meritano di essere ricordate. Si prodigano solo per alcune giornate della memoria, smaccatamente di parte – spiega a ilfattoquotidiano.it il militante di estrema destra – con le quali i politici tentano di rivalutarsi agli occhi del popolo arrogandosi il diritto di appoggiare alcune ricorrenze e boicottarne altre”.

“Certe ideologie non dovrebbero avere spazio” – ha risposto dall’altra parte della barricata uno studente delle superiori, in corteo con i compagni di scuola – soprattutto in una città come Bologna, dove i nostri padri e le nostre madri hanno combattuto e si sono sacrificati per la liberazione. Perché le istituzioni l’hanno permesso?”.

Sotto attacco è stata infatti anche la posizione assunta dal Movimento 5 Stelle che, astenutosi dalla votazione in consiglio comunale a Rimini per precludere le piazze ai movimenti di estrema destra, ha difeso la libertà di manifestazione per tutti. Anche per un partito, Forza Nuova, che non condivide e anzi, “che dovrebbe essere dichiarato illegale” aveva specificato Andrea Defranceschi, capogruppo del M5S in Regione.

Posizione ovviamente in buona parte condivisa dai manifestanti del “partito popolare”, come preferiscono definirsi quelli di Forza nuova, arroccati in piazza con musica a tutto volume e sventolii di bandiere. “Come ha detto il Movimento 5 Stelle tutti hanno diritto di manifestare e esprimere la propria opinione” ha aggiunto Colato, piacevolmente sorpreso dalla presa di posizione dei grillini “è la Costituzione che lo stabilisce”.

Un principio che, secondo la sinistra in piazza oggi, non dovrebbe essere applicato a tutti. “Il fascismo è un reato tra le altre cose, così come l’apologia” ha sottolineato una ragazza, con una bandiera di Rifondazione comunista tra le mani. Nonostante l’evidente tensione tra i due gruppi, e nei confronti delle forze dell’ordine, chiuse a muro per impedire che la folla si avvicinasse troppo al piccolo presidio, non ci sono stati scontri.

Dopo un piccolo corteo che ha aggirato la zona chiusa dalle forze dell’ordine, al centro della quale si trovava il gruppetto di Forza Nuova, con fumogeni accesi e tamburi, i manifestanti di sinistra sono ritornati davanti alla barricata posta tra Piazza Maggiore e Piazza Galvani, dedicandosi al lancio di palle di ghiaccio e neve. Che fortunatamente, a parte qualche nervosismo tra la polizia, non hanno provocato danni.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

E’ morto Guido Fanti, uno dei grandi sindaci di Bologna

prev
Articolo Successivo

Romagna, scossa di terremoto poi ancora neve. 400 evacuati in Valmarecchia

next