4-3-3, gradoni, goleade e tante, tantissime sigarette. In quattro parole la filosofia di Zdenek Zeman. Un laconico boemo e la sua cricca. Ogni volta una differente, ma poi se vai a vedere bene è sempre la stessa. Si marca a zona, si corre come dei dannati e si segnano valanghe di goal. Con Zeman lo spettacolo è assicurato.
Inviso al mondo del calcio per la mancanza di peli sulla lingua, il boemo gioca ormai da anni il miglior calcio visto in Italia. Per informazioni chiedere ai tifosi del Pescara. Ma poi a giochi fatti le grandi squadre puntano sempre sugli altri allenatori….Chissà….

Niente minestre riscaldate. Le sue squadre puntano più all’attacco che alla difesa, a fare un gol più degli avversari piuttosto che a prenderne uno di meno. Marcatura rigorosamente a zona. E fa niente se le sue difese prendono tanti goal…tanto poi ci pensa il trio d’attacco!

Ci si diverte tanto con le squadre del boemo. Tutto merito della sua sapienza tattica e dei metodi di allenamento degni di Rocky. Corsa, gradoni, ripetute. Dieta e qualche premio. Chi fa i 1000 metri in 3 minuti vince una birra, il caffè vietatissimo è il premio per imprese da guinness dei primati. Alzi la mano chi non ricorda il trio Signori, Rambaudi, Baiano del famoso Foggia. Quanto si allontanano da Insigne e Immobile? 26 goal in due…roba da far girare la testa alla serie A.

Già la massima categoria. E’ prorpio lì che si annida la maggior parte dei detrattori di Zeman. Invidia? Paura? Le sue dichiarazioni sul doping scatenarono un putiferio attorno alla Juventus di Del Piero e Vialli. Tanto che oggi lo stesso Vialli ha cercato, mi permetto di dire, in modo davvero becero di insinuare dubbi su un Pescara dopato. “La verità ti fa maleeee” cantava Caterina Caselli.