Dopo la sospensione delle operazioni a causa del peggioramento delle condizioni meteo-marine di ieri notte, questa mattina sono riprese le ricerche sul relitto della Costa Concordia. La Marina Militare ha fatto esplodere microcariche di esplosivo sul ponte 3 per ampliare il varco già esistente e consentire maggiore libertà di manovra ai sommozzatori impiegati per ispezionare il relitto alla ricerca di altri corpi. Anche se il commissario delegato all’emergenza Franco Gabrielli ha praticamente tolto ogni speranza: “Pensare di trovare ancora qualcuno vivo sarebbe un miracolo, considerato il tempo trascorso e le condizioni date ma continuiamo a ispezionare la nave”. Per quanto riguarda la rimozione della nave per il momento c’è solo “l’ingiunzione a rimuoverla. Il piano per i lavori ancora no, anche perché ci sono altre priorità: la ricerca delle persone e la rimozione del carburante. Una volta definite queste questioni, dovremo pensare alla rimozione della nave”.

Ieri, proprio in quel settore della nave, è stata trovata la sedicesima vittima del naufragio. Restano 22 i dispersi. Per quanto riguarda il drenaggio del carburante della nave, le operazioni dovrebbero iniziare sabato. “Tra oggi e sabato – ha detto Schuttevaer, portavoce dell’azienda olandese Smit Salvage (incaricata di svuotare il bunker di Costa Concordia) – potremo cominciare le operazioni di foramento delle casse. Ai buchi saranno collegate due flange. Con una verrà spinta aria nel bunker, con l’altra aspirato il carburante”. Intanto l’Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale della regione Toscana, “ha rilevato significativi livelli di inquinamento, causati da tensioattivi e detersivi”. Lo ha affermato Alessandro Franchi, dirigente dell’ente, secondo il quale “la situazione deve essere tenuta costantemente sotto controllo e monitorata”.

Ieri sono state diffuse alcune intercettazioni ambientali del comandante Schettino, che al telefono con un amico, dalla caserma dei carabinieri di Orbetello il giorno dopo il naufragio, diceva: “Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso” , sconfessando le sue stesse dichiarazioni rilasciate ai pm nell’interrogatorio, quando aveva detto: “Sono caduto in una scialuppa. Ero su uno scoglio”.

E Schettino è stato contraddetto anche dalla Procura di Grosseto, che stamattina ha comunicato che la scatola nera della Costa Concordia non è rotta. Gli esperti incaricati di fare accertamenti hanno rilevato che era malfunzionante solo il back-up del sistema vdr, ma questo non avrebbe danneggiato la registrazione di bordo. Il comandante, invece, nel suo interrogatorio di garanzia aveva dichiarato che la scatola nera era rotta e che, per questo motivo, non registrava da 15 giorni. Ora i dati diventeranno rilevanti ai fini dell’inchiesta e dell’incidente probatorio che è stato fissato per il prossimo 3 marzo. Destinatari della notifica firmata dal gip di Grosseto Valeria Montesarchio sono le 4.228 persone che erano a bordo della nave, tra equipaggio e passeggeri. Proprio in considerazione del numero elevato di persone chiamate in causa, il gip ha stabilito che l’incidente probatorio si terrà nel Teatro Moderno di Grosseto.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Il pentito Varacalli di nuovo nei guai
Arrestato per furto, indagato per omicidio

prev
Articolo Successivo

Grillo, ma ci sei o ci fai?

next