Nel futuro ancora nebuloso della Cineteca di Bologna appare una prima certezza: niente produzioni cinematografiche. Parola dell’assessore alla Cultura Alberto Ronchi, che ha spiegato in un’udienza conoscitiva in Comune i dettagli del progetto di trasformazione della Cineteca in fondazione. Mettendo in chiaro anche un altro dei punti al centro del dibattito: nello statuto scomparirà ogni riferimento alla Film commission, la struttura della Cineteca che si occupa di promuovere la creazione di film, documentari e telefilm sul territorio locale.

Si scioglie così uno dei principali nodi del percorso che porterà, entro gennaio 2012, alla privatizzazione dell’istituzione. Nei giorni scorsi infatti i registi e gli autori, riuniti nelle tre associazioni Cento autori, Documentaristi Emilia Romagna e Profilm, avevano espresso tutte le loro perplessità sull’insieme di funzioni attribuite alla nuova Cineteca. In particolare, l’attività di produzione, la gestione diretta della Film Commission e quella dei bandi di finanziamento alla produzione cinematografica. “Una concentrazione di attività commerciali estranea alle funzioni di una Cineteca, che rischia di generare un monopolio” avevano scritto in una lettera le tre associazioni.

Paure, almeno per il momento, fugate dall’assessore, che ha accettato di eliminare dallo statuto ancora in fase di stesura la sezione dedicata alla Film commission. “Prima era prevista, dato che la Film commission è sempre stata gestita dalla Cineteca – ha precisato Ronchi – ma per venire incontro alle associazioni abbiamo deciso di eliminarla”. Se ne riparlerà dopo la creazione della fondazione: “Tutta la parte riguardante la produzione verrà inserita nella convenzione tra Cineteca e Comune da decidere una volta terminata la trasformazione”. Dietro la scelta di stralciare parte dello statuto ci sarebbe anche una ragione strettamente economica: “Parliamoci chiaro. Anche se volessimo produrre non potremmo farlo. Le casse sono vuote e la Film commission bolognese non ha un euro. E poi il segmento che ci interessa potenziare di più è quello del restauro”.

Per ora l’intenzione è quella di procedere a una fondazione con il 100% di partecipazione pubblica nel 2012, anche se, ha ribadito l’assessore, sono già arrivate delle richieste da privati che saranno valutate per il secondo anno “dopo che avremo ben chiaro l’impatto di questo passaggio”.

Intanto entro poche ore i 39 dipendenti della Cineteca dovranno scegliere se essere ricollocati in altri settori del Comune, o se diventare lavoratori della fondazione. Decisione da prendere senza documenti o progetti in mano. Prima di diffondere un business plan, infatti, l’amministrazione vuole avere in mano tutte le risposte dei lavoratori. Fino adesso ne sono arrivate 26, in maggioranza a favore di un posto all’interno della nuova Cineteca. “A chi resterà in Comune cercheremo di garantire la stessa mansione – ha assicurato Ronchi – chi fa il bibliotecario continuerà a fare il bibliotecario”.
(g.z.)

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