Il sindaco di Roma Gianni Alemanno

Parola d’ordine, indignazione. Di ogni colore e schieramento politico. Gli scontri di oggi a Roma tra black bloc e forze dell’ordine hanno provocato tutta una serie di reazioni da parte dei massimi vertici dello Stato e dai leader di partito.

Napolitano – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso grande “preoccupazione” per le “inammissibili violenze” che hanno caratterizzato la manifestazione odierna nella capitale. Il capo dello Stato, inoltre, è in continuo contatto con il capo della polizia Manganelli per comprendere gli sviluppi della situazione.

Berlusconi – Il presidente del Consiglio non ha usato mezzi termini per descrivere quanto accaduto oggi nella capitale. “Gli incredibili livelli di violenza raggiunti oggi a Roma sono un segnale molto preoccupante per la convivenza civile” ha detto Silvio Berlusconi in una nota in cui ha sostenuto che i violenti “devono essere individuati e puniti”.

Bersani – Dopo aver bollato come inaccettabili le violenze nel centro della capitale, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha detto che “i provocatori che hanno voluto inscenare una vera e propria guerriglia urbana colpiscono al cuore le ragioni di un movimento che in tutto il mondo vuole esprimere liberamente un disagio ed una critica all’attuale assetto dell’economia mondiale”. Per Bersani “è indispensabile a questo punto una condanna corale ed inequivocabile di ogni atto di violenza e di un rigoroso isolamento dai movimenti che hanno manifestato pacificamente, di chi si è reso protagonista di questi gesti inaccettabili”.

Maroni – Il ministro dell’Interno, RobertoMaroni, ha espresso “la piena solidarietà alle forze dell’ordine coinvolte nei violenti scontri di oggi a Roma e condanna con fermezza degli atti di inaccettabile violenza ad opera di criminali infiltrati tra i manifestanti”.

La Russa – Il ministro della Difesa, dopo aver espresso solidarietà, plauso e vicinanza alle forze dell’ordine, ha puntato il dito contro gli avversari politici. “Quello che è successo oggi era annunciato, ma ciò che fa specie è che soltanto in Italia, delle circa 80 città nel mondo in cui i cosiddetti indignados hanno manifestato, sono successi incidenti di questa natura – ha detto Ignazio La Russa -. Interroghiamoci sul perché. Non certo perché li abbiamo cercati o consentiti; forse, lo dico senza polemica, si sono sentiti legittimati – ha ribadito – da qualche eccessivo atteggiamento della politica. Credo che dobbiamo stare molto attenti perchè è facile offrire inconsapevolmente o meno alibi a coloro che pensano alle scorciatoie, come la violenza di oggi: scorciatoie che non vorremmo mai vedere”.

Alfano – Sugli scontri a Roma è intervenuto anche il segretario del Pdl Angelino Alfano, che ha chiesto a tutte le forze politiche di dissociarsi da quanto sta accadendo a Roma. “Siamo preoccupati per cosa sta accadendo – ha detto il segretario -. Le forze dell’ordine hanno risposto con efficacia. Al tempo stesso diciamo che si tratta di una questione che sia negli Stati Uniti sia in Europa sta dilagando e va collegata ad un fenomeno mondiale. Speriamo che tutti si dissocino per tempo e con la dovuta coerenza di gesti e comportamenti. Il nostro paese – ha concluso Alfano – per uscire dalla crisi ha bisogno di governo che governi e di gente che anzichè sfasciare delle vetrine costruisca opere e faccia cose buone per il bene dell’Italia e degli italiani”.

Casini – “In una società libera e democratica gli indignati si ascoltano, i delinquenti si mettono in galera” ha scritto su Twitter il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, che in mattinata però, aveva detto: “I duecentomila giovani indignati che vediamo in piazza sono quelli che girano in tutta Europa, e li vedono tutti gli italiani, ma mi preoccupano molto di più  gli indignati che non vanno in piazza e che aumentano ogni giorno, perché vedono un governo distante anni luce dai problemi veri che li riguardano”.

Schifani – “Oggi abbiamo assistito ad atti di barbarie. La guerriglia urbana scatenata a Roma da alcune frange di violenti è un segno profondo di inciviltà che deve essere condannato duramente”: è il parere espresso dal presidente del Senato. Schifani poi ha aggiunto: “Manifestare è un diritto fondamentale, ma questo non significa poter compiere atti di violenza, saccheggi, teppismo, aggressioni, iconoclastia o devastazioni di luoghi istituzionali. Tutto ciò è gravissimo e inaccettabile. Oggi è stata scritta una bruttissima pagina di intolleranza. Desidero esprimere il mio plauso e il mio ringraziamento alle forze dell’ordine per il grande lavoro fatto al fine di tutelare la legalità nella Capitale”.

Fini – Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha detto di seguire con “preoccupazione e sconcerto gli sviluppi della grave situazione di ordine pubblico che si sta verificando in queste ore a Roma”. Il leader di Fli, inoltre, ha manifestato “la propria solidarietà alle forze dell’ordine impegnate nel difficile compito di mantenere la sicurezza pubblica, indispensabile presidio della libertà dei cittadini”. Per quanto riguarda l’accaduto, invece, Fini ha sostenuto che “i responsabili dei gravi disordini odierni hanno deturpato l’immagine di civiltà di Roma e dell’Italia e colpiscono anche tutti quei manifestanti che stanno cercando di rappresentare pacificamente le proprie ragioni”. Fini, infine, ha “auspicato che i violenti siano individuati e che rispondano nelle sedi dovute dei reati commessi ai danni della collettività”.

Vendola – Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola, ha descritto tutto il suo rammarico ai microfoni di SkyTg24. “Oggi a Roma sono andate in scena due manifestazioni – ha detto Vendola – . Una è quella meravigliosa di centinaia di migliaia di persone che hanno lavorato per portare i loro simboli, per manifestare pacificamente lo spirito di rivolta contro un destino di precarietà che rischia di risucchiare il senso della vita di questa generazione. Dall’altra parte c’è stata un’altra manifestazione. Quella di minoranze di teppisti, di black block che come si è visto, sono innanzitutto in azione per togliere la scena agli indignati, per prendere loro la parola, e loro parlano bruciando auto e rompendo telecamere”. Per Vendola, inoltre, “la violenza dei black bloc crea solo un cortocircuito che serve a militarizzare il conflitto, mentre questo conflitto, che riguarda la cultura, l’economia e la società, oggi appartiene alla stragrande maggioranza dei cittadini. Tutti sentono che stiamo slittando verso un buco nero. Tutti stanno cercando di aprire una finestra per venire fuori da questa situazione. Ma questa finestra è stata chiusa dai black bloc. Lo stesso corteo dei pacifisti – ha concluso – ha cercato di espellere i violenti, ha cercato di bloccare i black bloc. I black bloc contro gli indignati e l’indignazione si esprime pacificamente contro la violenza”.

Alemanno – Grande l’amarezza del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “Adesso gli indignati sono i cittadini romani. Mi auguro che i manifestanti pacifici e le forse dell’ordine isolino i violenti e li mettano in condizioni di non nuocere ulteriormente alla nostra città”. Il primo cittadino della capitale, poi, ha paragonato quanto accaduto nella sua città alle manifestazioni del resto d’Europa. “A caldo ho l’impressione che oggi aRoma ci sia il peggio di tutta Europa, soggetti molto pericolosi. Erano mesi che sul web c’erano indicazioni che dovevano venire”. Il sindaco di Roma, poi, ha sottolineato il comportamento dei manifestanti pacifici. “Sono rimasto molto colpito dalla reazione della maggioranza dei manifestanti. Non era mai successo che vi fossero applausi al momento dell’intervento delle forze dell’ordine. E’ un’importante presa di coscienza per isolare i violenti. Si tratta di gruppi ben organizzati, isolati dai manifestanti. C’è una separazione molto netta”.

La Lega – “Vergogna, mettere a ferro e fuoco una città. Questi non sono ‘indignados’ ma ‘sfigatos’ della peggiore specie”. E’ quanto hanno detto i senatori della Lega Piergiorgio Stiffoni, Rossana Boldi e Sergio Divina, che hanno aggiunto: “Anche ad alcuni leader dell’opposizione stessero attenti quando parlando del governo evocano la guerra civile. Sapevano da tempo – hanno sottolineato – che i black bloc avevano pianificato la venuta a Roma da tutta Europa e sono stati silenti apposta”.

Di Pietro – Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro, ha posto l’accento sul lavoro svolto da polizia, carabinieri e guardia di finanza, ma poi chiede al ministro dell’Interno Roberto Maroni di riferire in aula. “Esprimiamo solidarietà alle forze dell’ordine e ci congratuliamo con loro per il lavoro svolto – ha detto Di Pietro – . Siamo vicini al popolo degli indignati che ha manifestato pacificamente oggi in piazza e che è stato ostaggio di un manipolo di delinquenti che ha rovinato una grande manifestazione. Coloro che hanno incendiato le auto e procurato violenza non sono indignati, ma criminali, autentici professionisti della guerriglia urbana. Auspichiamo che vengano individuati e condannati. E’ gravissimo che frange di violenti abbiano potuto agire indisturbati – ha continuato l’ex pm – . Bisognava fermarli prima perchè nomi e cognomi sono ben noti. Vogliamo escludere che siano stati lasciati liberi di agire. Chiederemo al governo di riferire in aula su quanto accaduto”. Di Pietro non è stato l’unico a chiedere al ministro dell’Interno di spiegare al Parlamento ciò che è successo e i particolari del servizio d’ordine messo in campo. La risposta non si è fatta attendere: “Maroni riferirà in aula la prossima settimana” ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

La polemica – Mentre tutte le televisioni e i telegiornali d’Italia hanno dato ampio risalto ai fatti di Roma con edizioni speciali e trasmissioni ad hoc, al Tg1 monta la protesta del comitato di redazione interno. “Il cdr del Tg1 rivendica il diritto-dovere di informare i telespettatori di fronte a quanto sta accadendo a Roma nella manifestazione degli Indignados – è scritto in una nota stampa – . Abbiamo chiesto all’azienda spazi per edizioni straordinarie o almeno finestre informative, ma i responsabili aziendali hanno respinto la richiesta del tg1 e stanno continuando a mandare in onda programmi registrati”. E’ quanto reso noto in un comunicato dal comitato di redazione del Tg1.  “Possiamo fare la diretta solo sul nostro sito Internet – si legge nella nota -. Il cdr ritiene che sia doveroso informare l’opinione pubblica e le tante famiglie dei manifestati pacifici che si ritrovano coinvolte nelle violenze aprendo dirette anche sulla principale rete Rai. Stigmatizziamo la decisione aziendale e ringraziamo i nostri colleghi che stanno facendo un ottimo lavoro in situazioni difficili”.