Guizzano gli occhietti azzurri di Jimmy Wales, storico fondatore di Wikipedia, planato a Bologna con attorno ancor più emozione e seguito della locale Madonna di San Luca.

19 milioni di articoli in oltre 270 lingue diverse, milioni su milioni di utenti sparsi su tutta la superficie della terra, l’enciclopedia libera più conosciuta del web è probabilmente l’invenzione del secolo. Tutti la cliccano, tutti la usano.

“Alzi la mano chi va su Wikipedia?”, chiede Wales dal palco del Teatro Comunale di Bologna, antico scenario della cultura in città reso centralina ipermoderna dal convegno modello convention di Cna Next. Tutto il pubblico sta su con il braccio alzato. Perché Wikipedia viene usata più dello spazzolino da denti e si “beve” più volte al giorno di un classico bicchiere d’acqua.

Un oggetto di consumo creato dal contributo volontario degli utenti della rete che tutti leggono e che moltissimi modificano: “Almeno l’80% delle persone che incontro in convegni come questo hanno almeno una volta negli ultimi anni dato il loro contributo per far crescere Wiki”, spiega Wales in piedi sul palco con voce dolce da soprano, dietro ad un portatile che mostra una mela luccicante, simbolo di quel Jobs, altro genio del nuovo millennio, appena scomparso.

La fruizione e distribuzione gratuita della conoscenza e dell’informazione è la chiave di volta della libertà d’espressione di anglosassone memoria, con riverberi liberty nella vecchia Europa illuminista. Ci ha provato anche Berlusconi, con la leggina bavaglio, la vigliaccata dell’ultimo minuto, per non avere noie da quella rete birichina che smaschera e scopre la verità.

“La comunità italiana di Wikipedia ha preso una decisione importante nel protestare contro la legge del governo Berlusconi”, racconta Wales al fatto quotidiano.it, “Rendere inaccessibile il sito web italiano il 4, 5 e 6 ottobre scorsi, per sostenere che molti articoli della legge bavaglio avrebbero minato la neutralità di Wiki, è stato un gesto politicamente molto serio. Personalmente non ero sicuro che avrebbe avuto successo, invece gli utenti italiani avevano ragione”.

Una voglia di protesta contro gli ostacoli alla libertà di espressione della rete che parte dal web e corre lungo le strade delle capitali europeee, americane e africane: “La protesta degli indignados è molto interessante. Stimo molto il movimento di Occupy Wall Street perché vedete, pur essendo io un fan della libera impresa e del libero mercato, credo che i banchieri abbiano fatto male a prendersi un bonus da parte del governo americano per poi continuare a speculare finanziariamente come se nulla fosse successo. E’ora di dire basta”.

Non che Wales con la sua giacca beige un po’ datata e le scarpe a punta tirate a lucido sia l’emblema della guerra rivoluzionaria. Eppure quest’ometto pingue incarna una sete di libertà individuale, sia di conoscenza che di creatività, che il web è riuscito a rendere bisogno globale per le giovani generazioni: “Wikipedia non potrà essere mai chiusa dalle leggi di un qualsiasi governo. In Italia c’è un buon livello di libertà di opinione e stampa, ma è un sistema imperfetto. Dovete e dobbiamo continuare a vigilare”.

E a chi gli chiede se con un primo ministro non più editore di giornali e tv l’aria in Italia cambierà, Wales si lascia scappare il sorriso più convinto della giornata: “Di una cosa sono sicuro, quando Berlusconi non ci sarà più, Wikipedia ci sarà ancora e per molti anni a venire”.

Il video è di Giulia Zaccariello