“Non credo si farà e non lo giudico bene”, questo il commento all’ipotesi di un condono da parte della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia intervistata da Fabio Fazio alla trasmissione “Che tempo che fa” . Secondo il capo degli industriali italiani si tratta di una misura che arriverebbe “in un momento in cui giustamente dobbiamo combattere fortemente l’evasione fiscale e l’illegalità” e che risponde ad una logica che “dà un messaggio assolutamente sbagliato”. La leader degli imprenditori sottolinea ancora una volta che le priorità per il Paese sono altre, ricorda che “servono manovre strutturali e serve ridurre strutturalmente debito e deficit”.

Sul fronte della politica italiana, la Marcegaglia nega la possibilità di una sua discesa in campo alla guida del Terzo Polo: “Assolutamente no”, ha detto rispondendo alla domanda del conduttore e spiegando che, una volta terminata la sua presidenza alla Confindustria, desidera “tornare a fare l’imprenditore e la mamma a tempo pieno. Un imprenditore che fa bene il suo mestiere fa già tanto per il Paese”, ha aggiunto. E sui rapporti con Pierferdinando Casini: “Lo stimo e siamo amici ma su questo non ci siamo parlati, non c’è dibattito su questo tema, sono illazioni e strumentalizzazioni”.

Tra le proposte avanzate dagli industriali, ha rilanciato quella di una “patrimoniale ordinaria” che colpisca “solo i patrimoni consistenti” e che serva “non ad andare ad aumentare la spesa pubblica ma ad abbassare le tasse a lavoratori e imprese. La Marcegaglia ha definito “difficilissima” la fase politica ed economica attuale, spiegando che “tutti siamo chiamati a fare sacrifici. Serve una proposta in cui gli italiani riconoscano che pesi e sacrifici sono suddivisi in modo equo”. L’obiettivo, insomma, deve essere “ridare fiducia al Paese e ai giovani, fare le riforme e non pensare alle logiche di coalizione ma al bene del Paese”. Alla domanda “se dovesse rivolgersi al premier Silvio Berlusconi,cosa gli direbbe?”, la leader di Confindustria ha insistito sull’urgenza decreto sviluppo: “Non si facciano condoni e non si facciano cose ‘una tantum’, ma si facciano grandi riforme eque dove chi ha di più paghi di più e chi ha di meno paghi di meno e si salvi il Paese perchè o ci salviamo tutti o cadiamo tutti”. Poi ha aggiunto che “questa è l’ultima chance”. E alla domanda “serve un nuovo governo per fare le riforme”, ha risposto: Non lo so , la politica italiana è molto complessa e non spetta a me dirlo, quello che so è che l’attuale governo deve fare alcune cose e velocemente, se non dovesse farle, si prenderebbe una responsabilità forte di fronte al Paese”. La pressione fiscale “è al massimo storico”, ha ricordato il capo degli imprenditori, e “la preoccupazione nel nostro mondo mi pare che sia tangibile”. Perciò, ha continuato, urge “salvare il Paese, i tempi li danni i mercati finanziari, quindi dobbiamo rispettare questi tempi. Bisogna fare in fretta, fare bene, fare cose importanti, al limite anche cose impopolari anche scontentando pezzi della maggioranza”.

L’altro tema caldo è quello che riguarda la Fiat. Emma Marcegaglia ha affermato di non conoscere le ragioni per cui il gruppo automobilistico sia uscito da Confindustria. “Noi – ha spiegato – rappresentiamo imprese anche disponibili alla rottura per cambiare, ma anche convinte che per continuare a produrre in Italia bisogna trovare una convergenza con i sindacati e i lavoratori”. Insomma, la posizione della leader degli imprenditori è quella di dire “no allo scontro continuo”. Sul futuro della casa automobilistica e sui rapporti con l’amministratore delegato Sergio Marchionne ha detto: “Fiat manterrà il suo investimento in Italia. Stimo Marchionne e penso che la Fiat sia un grande gruppo”. Poi ha escluso che altre imprese siano in procinto di uscire dal sindacato.

Quanto al futuro presidente chiamato a sostituirla, la Marcegaglia sceglie una risposta politicamente corretta, spiegando che “la regola aurea è che i presidenti uscenti non si occupano della campagna elettorale e io intendo rispettarla” e dicendosi sicura del fatto che “alla fine si troverà un candidato che sarà il presidente di tutti”.

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