I lavoratori della Bruno Magli sul piede di guerra. La storica azienda bolognese specializzata nella produzione di scarpe di lusso ha comunicato l’intenzione di esternalizzare tutte le attività relative alla produzione e alla logistica, in modo da focalizzare le energie su design e marketing. Lo stabilimento bolognese potrebbe così essere chiuso entro l’inizio del 2012, lasciando senza lavoro un centinaio di persone.

Un annuncio che arriva come una doccia fredda sui dipendenti, che questa mattina hanno dato il via a uno sciopero a singhiozzo. Dopo averne discusso in assemblea hanno deciso di incrociare le braccia fino alle 10.30, e poi ancora dalle 11.30 fino alle 13. La protesta, fanno sapere i rappresentanti della Femca-Cisl, proseguirà la settimana prossima fino a mercoledì, quando si terrà un incontro coi dirigenti della Bruno Magli. I delegati hanno poi annunciato di voler chiedere al più presto l’intervento di Comune e Provincia per l’apertura di un tavolo di crisi, nella speranza che si possa salvare l’attività in città ,magari trovando un compratore.

A rischio ci sarebbero circa 100 dipendenti dello stabilimento di via Larga, mentre altri 10 non sanno ancora se rimarranno a lavorare in città. Il piano industriale prevede infatti anche la nomina di un nuovo direttore creativo e il trasferimento di uffici e showroom in un nuova sede a Milano.

Nata a Bologna nel 1936 per iniziativa di  Bruno Magli e dei suoi fratelli, è diventata negli anni un marchio storico del made in Italy, sviluppando una rete in franchising con punti vendita sparsi in tutta Europa, in Giappone, Cina e Stati Uniti. Già questa primavera l’azienda aveva anticipato l’avvio di un nuovo piano di ristrutturazione nel tentativo di guadagnare efficienza e riportare così i conti in attivo.

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