Da Cernobbio a Lamezia, con tanto di “contro-manovra finanziaria”. Nella città calabrese si è conclusa la nona edizione di controCernobbio, una tre giorni di dibattiti e incontri organizzati dalla campagna Sbilanciamoci! “in concomitanza e alternativa” al workshop Ambrosetti.

Il tema principale di quest’anno è la gioventù sprecata: ‘Come la crisi economica incide sulla condizione giovanile’. Anche la scelta di Lamezia non è per caso, come spiega il sindaco Gianni Speranza che traccia un filo rosso tra la sua città in cerca del riscatto contro la ‘ndrangheta e la necessità di un rilancio che parta dal mezzogiorno: “I giovani sono il vero grande problema da affrontare, noi registriamo dati allarmanti di un ritorno al passato, con la riduzione delle iscrizioni scolastiche tra i ceti meno abbienti, una disoccupazione in aumento ed una selezione per classi sociali di aspettative e opportunità”. I dati sono inquietanti, il centro studi Svimez, nel suo rapporto annuale, ha denunciato che “quasi un terzo dei diplomati ed oltre il 30 per cento dei laureati meridionali under 34 non lavora e non studia”.

Come ogni anno Sbilanciamoci! ha proposto la sua manovra economica alternativa. Un piano triennale di 50 miliardi di euro da investire in lavoro, difesa dello stato sociale e economia sostenibile. Si parte dallo stanziamento di 4,5 miliardi di euro in tre anni per il fondo nazionale per le politiche sociali, con l’introduzione dei livelli essenziali di assistenza previsti dalla Legge 328 del 2000, ancora oggi lettera morta. Il ripristino del fondo di 400 milioni di euro, cancellato da questo governo, per la non autosufficienza. Misure per la medicina territoriale e l’edilizia residenziale pubblica. Accanto ad ogni proposta c’è il costo e la durata. Non mancano interventi in campo sociale, come la quattordicesima per i pensionati sotto i mille euro e il reddito minimo di inserimento per i disoccupati senza ammortizzatori sociali. Occhi puntati anche sull’ambiente, un tema intrecciato con il trasporto pubblico. “Un intervento straordinario di 750 milioni di euro – si legge nella manovra – per il potenziamento delle linee locali di collegamento, in particolare al Sud, all’interno dei cosiddetti sistemi locali del lavoro”.

Se ci sono uscite, la contromanovra propone anche entrate, con un piano di tagli e nuove tasse. Una patrimoniale sui grandi patrimoni, la tassazione delle rendite finanziarie e dei diritti televisivi per lo sport-spettacolo, sul modello francese. L’introduzione di una tassazione sui veicoli in base alle emissioni di Co2 e non sulla base della cilindrata come avviene oggi. Spazio anche ad una sforbiciata alle spese militari, ritiro dall’Afghanistan, un no secco all’acquisto dei caccia F35-Jsf (costo complessivo 15 miliardi di euro), con un risparmio in tre anni di 2 miliardi di euro, abolizione dei fondi alle scuole private e riduzione dei costi della politica, dimezzare i parlamentari ma anche i rimborsi elettorali alle forze politiche. Altro tema: la certezza del riuso sociale dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. Al centro della tre giorni anche la questione irrisolta dei trasferimenti ai comuni. Da anni diminuiscono, con l’ultimo taglio contenuto nella manovra di agosto, Speranza fa i conti di un disastro annunciato: “Quest’anno abbiamo avuto nel bilancio comunale un trasferimento di due milioni e 500 mila euro in meno, ho tagliato tutto tranne le politiche sociali, ma per il 2012 si prevedono 3 milioni e 600 mila euro di trasferimenti in meno, una cifra che potrebbe anche aumentare con l’ultima manovra, significa la chiusura, dovrei mettere più tasse e meno servizi, mi riducono a gabelliere”.

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