NEW YORK – Anche gli Stati Uniti, come la Grecia, devono pensare ad un futuro di austerity. E pure a Washington, come a Roma, si litiga su cosa tagliare. Stringere la cinghia è comunque un imperativo. Una corsa contro il tempo: bisogna arrivare al 2 agosto con un accordo sulla spesa che gli Stati Uniti si possono permettere.

Il presidente Barack Obama, durante la conferenza stampa di oggi, è stato chiaro: come le sue figlie Malia e Sasha, che finiscono i compiti un giorno prima del dovuto, i parlamentari devono rimboccarsi le maniche e risolvere il nodo del debito. Lo devono fare seriamente, evitando le trattative dell’ultimo minuto, la notte prima della scadenza.

Il presidente ha detto che i democratici sono già venuti incontro agli avversari, concedendo tagli che faranno soffrire la loro base. In questo senso, ha continuato Obama, è necessario che “tutti accettino di mettere in gioco le loro vacche sacre, prendendo scelte difficili per ridurre veramente il deficit”.

I repubblicani, in particolare, dovrebbero accettare di tassare di più “milionari e miliardari”, “manager d’aziende che vanno in giro con i jet” o “le imprese del petrolio”. Il presidente ha detto che se non arriveranno più soldi da aliquote più alte, a pagare saranno i giovani, che magari non potranno ottenere borse di studio per l’università, o i malati, che vedranno ridotta l’assistenza sanitaria.

Il partito conservatore, che può contare sulla maggioranza alla Camera, nicchia sull’aumento delle tasse, e vorrebbe invece smantellare la riforma sanitaria della Casa Bianca, considerata troppo onerosa. A dire il vero, qualche taglio è già stato deciso nelle trattative tra democratici e repubblicani, guidate dal vice presidente Joe Biden. Il Pentagono, ad esempio, taglierà centinaia di miliardi di dollari. Ma, come ha ricordato Obama, bisogna fare di più.

L’appello all’intesa arriva anche dal Fondo Monetario Internazionale, secondo cui ci saranno “shock gravi” se i parlamentari americani non riusciranno a trovare un accordo. Il Fondo, che si occupa dell’economia mondiale ma ha sede proprio a Washington, ha pubblicato oggi il rapporto annuale sugli Stati Uniti. “Il tetto del debito – hanno scritto gli economisti – deve essere innalzato rapidamente per evitare shock gravi all’economia mondiale e ai mercati finanziari”.

Il limite del debito è attualmente di 14,3 trilioni di dollari, e il Tesoro ha chiesto di innalzarlo – con un acordo su tagli e tasse – entro il 2 agosto. “Nessuno vuole vedere il default degli Stati Uniti – ha detto il presidente durante la conferenza stampa – dobbiamo approfittare del momento, e dobbiamo farlo al più presto”.

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