Nasce la Coalizione per uno scudo antibalistico comune: aderiscono l’Ucraina e 9 Paesi europei, anche l’Italia
L’Ucraina e nove Paesi europei, tra cui l’Italia, si sono impegnati a sviluppare uno scudo comune contro i missili balistici. Si chiamerà Freyja ed è questa la principale novità emersa dalla riunione della Coalizione dei Volenterosi che si è tenuta lunedì a Parigi. Ad aderire, tra i 37 Stati presenti, oltre a Kiev e Roma, sono stati anche Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito. Londra si è anche impegnata a prendere parte al prestito Ue da 90 miliardi al Paese di Volodymyr Zelensky. “Davanti alla minaccia balistica, facciamo una scelta chiara – ha annunciato il presidente francese, Emmanuel Macron – Proteggere l’Ucraina, rafforzare la nostra sicurezza collettiva e costruire l’Europa della difesa. Con il lancio della coalizione antibalistica, rafforziamo le capacità di cui l’Europa ha bisogno”.
La dichiarazione congiunta dei leader presenti al summit (per l’Italia ha partecipato il ministro degli esteri, Antonio Tajani) specifica che questa nuova coalizione ha scopi “puramente difensivi” e prevede la realizzazione di “un’architettura integrata di difesa missilistica” in grado di “scoraggiare e neutralizzare future minacce missilistiche”. Il progetto non andrà a sostituire i sistemi di difesa dei singoli Paesi coinvolti, ma li affiancherà e integrerà anche attraverso la cooperazione tra industrie della difesa, ricerca e capacità operative. Pur essendo dichiaratamente difensivo, il progetto potrebbe però essere percepito come una minaccia dalla Russia che, nel momento in cui si scrive, non ha ancora commentato la notizia.
La coalizione non vuole vedersi attribuire la responsabilità di una nuova escalation con Mosca, per questo nel testo si legge che l’iniziativa “non è contro alcun popolo, ma a difesa del nostro”, riconoscendo inoltre l’esperienza accumulata dall’Ucraina nella difesa dagli attacchi missilistici durante “la guerra di aggressione” della Russia come un contributo fondamentale allo sviluppo del progetto.
Si tratta, come ha detto Macron, di un primo vero esperimento di difesa condivisa tra Paesi Ue, con l’aggiunta di Ucraina e Gran Bretagna. L’intento, non a caso, è quello di definire requisiti operativi comuni, istituire gruppi di lavoro tecnici e meccanismi di governance condivisi, oltre a una road map per rendere operative le prime capacità della Coalizione. In futuro c’è anche la volontà di avviare programmi congiunti di ricerca e sviluppo, l’individuazione di possibili strumenti di finanziamento e un rafforzamento dello scambio di dati e informazioni.
Intanto, però, ha annunciato esercitazioni future nei Paesi confinanti con l’Ucraina, col rischio che questo possa provocare una reazione russa: “Oggi abbiamo deciso di svolgere delle esercitazioni nei prossimi mesi. Si terranno nei Paesi confinanti con l’Ucraina per convalidare i nostri piani di dispiegamento e dimostrare che siamo pronti, determinati e credibili”, ha dichiarato.
Tajani plaude all’iniziativa definendo quella di lunedì una riunione ”molto positiva. Per la prima volta, con la dichiarazione sugli accordi della protezione balistica, abbiamo compiuto un passo nella direzione della difesa europea che coinvolge anche l’Ucraina e il Regno Unito. Una coalizione aperta che dovrà naturalmente essere sempre attenta anche a quello che accade, insieme ai Volenterosi, nel sud, cioè in Africa, ma anche nei Balcani“.
Per il presidente ucraino, accordi del genere rappresentano un deterrente contro ogni possibile attacco russo e spingono Vladimir Putin al tavolo negoziale: “Le capacità antibalistiche efficaci e adeguate sono fondamentali per porre fine alla guerra della Russia contro l’Ucraina – ha commentato su Telegram – Non sono meno importanti degli attacchi mirati all’economia bellica russa o delle operazioni attive al fronte. Più sistemi l’Ucraina avrà per intercettare i missili balistici russi, maggiore sarà la probabilità che Putin si sieda al tavolo delle trattative perché il suo ultimo argomento in questa guerra non funzionerà più”.