La qualità dell’aria nelle nostre città è pessima. Così l’Italia finisce sul banco degli imputati presso la Corte di giustizia europea e rischia una procedura di infrazione. I valori limite di particelle PM10 sono stati infatti superati anche quest’anno e non sono mai state adottate misure ecologiche adeguate. E visto che nessuna istanza di deroga è stata trasmessa a Bruxelles, ora potrebbe arrivare una maxi-multa.

Azoto, piombo e zolfo: ossidi e biossidi sfondano la soglia fissata dalle direttive che, dal ’96, limitano la concentrazione di polveri sottili. Bisogna stare sotto i 50 microgrammi per metro cubo giornalieri. Limiti che non si potrebbero oltrepassare per più di 35 giorni all’anno. E che invece, da noi, sono già stati abbondantemente superati nei primi due del 2011. Nessuna traccia neppure dell’autodenuncia, obbligatoria in base a una disposizione del 2008, che impone allo Stato di segnalare lo sforamento, se indotto da alterazioni inquinanti.

Sulla base delle relazioni annuali trasmesse per gli anni 2005, 2006 e 2007 la Commissione europea ha individuato massicci superamenti dei valori limite di particelle PM10 su tutto il territorio nazionale italiano. I dati più recenti risalgono al 2009, e mostrano un continuo superamento dei valori limite giornalieri o annuali in 70 zone diverse. Nonostante ciò, secondo la Commissione europea, non sono state prese misure per risolvere il problema. “In Italia non è stato finora affrontato in modo efficace il problema dell’inquinamento atmosferico – accusa Legambiente -. La Commissione Europea infliggerà al nostro Paese una multa salatissima che sarà ben superiore al risparmio previsto dai tagli del governo rispetto alle politiche per il disinquinamento”.

Da anni, attraverso la campagna di protesta Mal’Aria, l’associazione ambientalista si propone di “denunciare i danni alla salute provocati dallo smog, spronare le amministrazioni locali a trovare soluzioni efficaci e durature, e promuovere buone pratiche verso la sostenibilità urbana”: un monitoraggio complessivo dei livelli di polveri sottili per sollecitare interventi mirati alla loro riduzione. Un’impresa ardua nel Paese in cui, secondo le rilevazioni dell’associazione Euromobility, c’è il più alto numero di veicoli pro-capite d’Europa: in Italia sono più di 60 le automobili per ogni 100 abitanti, contro le 50 di Germania, Francia e Spagna, e le 49 del Regno Unito. In cifre assolute, la nostra penisola conta quasi 36 milioni di vetture. Un bel parco auto per aspettarsi davvero di non sforare i limiti imposti dalla Ue.

“I dati che raccogliamo ogni anno sui livelli di smog delle città ci raccontano, purtroppo, sempre la stessa storia – si lamenta Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. Una situazione cronica e molto preoccupante nelle regioni del Nord Italia, che risentono fin dai primi giorni dell’anno della mancanza di interventi efficaci per liberare le strade dalle auto e dunque l’aria dalle polveri sottili”.

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