Non esiste altra città al mondo in cui tutto il potere (politico, editoriale, economico) sia concentrato in così poche mani e tasche: è così a Catania, ostaggio da molti anni del democristiano Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia, e dell’editore Mario Ciancio, padrone di ogni parola che viene pubblicata sui quotidiani dell’isola.

In nessun’altra città d’occidente un’indagine per mafia a carico dei due supremi intoccabili della città, verrebbe tenuta sotto chiave per mesi dal capo della procura in attesa che il proprio pensionamento per raggiunti limiti di età lo liberi da ogni imbarazzo.

In nessun luogo del creato su una storia come questa si tace così sfacciatamente. A Catania, il padrone della politica e il rais della stampa sono accusati di essere amici di Cosa Nostra, ma continuano impunemente a governare e a pubblicare.

Lo so, non è una storia di lap dance: ma c’è più decadenza civile e morale nei silenzi di quella procura che nella camera da letto di Silvio Berlusconi.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Bari, archiviata l’inchiesta su Vendola

next
Articolo Successivo

Caso Ruby, nuove carte: “Più troie siamo, più ci vorrà bene”. E alcune fanno il test dell’Hiv

next