Dei blog son scettico ormai per anagrafe e perché mi pare facilitino l’impulso alla libera castroneria. Ma del nemico che non si può sconfiggere è il caso tentar di divenire alleato (Sun Tzu, o giù di lì).

Vasto preambolo per alleviare il convincimento che alla fine – o anche prima – di questa caduta delle Sfingi mediorientali, della causa palestinese rimarrà poco o nulla. La protesta popolare araba seppellirà l’emergenza infinita del “valoroso popolo palestinese” e disvelerà la semisecolare scusa dei regimi mediorientali: tutti uniti contro Israele e per la liberazione del popolo palestinese. Ora che i vari popoli del Medio Oriente si sono risvegliati sotto l’impulso della necessità quotidiana e della propria libertà, la causa dei “fratelli” parrà assolutamente un inganno ideologico e politico dei regimi e la solidarietà al popolo senza uno Stato rimarrà prerogativa solo nostra, occidentale, fardello dell’epoca dell’impegno globale e totale.

Si pensava che risolvere la questione palestinese avrebbe risolto il Medio Oriente: pare invece che il Medio Oriente potrà cambiare lasciando da parte (e nelle rapaci mani dell’Iran?) il destino dei palestinesi. Come svolta all’improvviso la storia, a lasciarla fare.

Il titolo è preso da uno straziante film su Hiroshima (qui ricordato grazie al banale e immediato nozionismo di internet).

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