Che cosa dovremmo fare per piacere a lorsignori: basterà starsene zitti davanti alla tv tra un’elezione e l’altra oppure occorrerà iniziare a invocare a gran voce più collusioni mafiose e più leggi su misura?

Vorrebbero il silenzio intorno, interrotto solo dagli applausi. Vorrebberp suonarsela e cantarsela tra di loro, moderati da giornalisti cortigiani. La casta degli ipocriti ieri si è compattata, sotto l’alto patrocinio di Napolitano, contro quei cittadini che esigendo trasparenza osano chiedere chiarezza sulle ombre di Schifani o denunciare i collegamenti di Dell’Utri.

Altro che oltraggio alle istituzioni, altro che intimidatoria gazzarra: per molto meno di quel che accade in Italia in un paese abitato da un popolo moralmente vivo ci sarebbero rivolte di piazza.

Qui da noi accade il contrario: quei pochi che, non essendosi assuefatti al marciume generale e non trovando nell’opposizione parlamentare solidi punti di riferimento, manifestano un legittimo e ben motivato sdegno vengono fatti passare per nemici della democrazia da un sistema politico e mediatico che ha perso ogni contatto con la realtà. Il vero attacco alla libertà è questo.

Ribadiamolo: contestare con buoni argomenti questa oligarchia trasversale ogni volta che se ne presenta la possibilità non è un diritto: è un dovere. Ma occorre essere in tanti, sempre di più ad acquisire consapevolezza e a prendere coraggio.

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