Parla Samuele Landi, l’ex manager di Eutelia, cacciato dall’azienda dopo il raid romano

di Beatrice Borromeo
 

Da quando ha fatto irruzione nella sede occupata di Eutelia assieme a 15 vigilantes, per sgomberarla (con i ‘piedi di porco’), di Samuele Landi parlano tutti: "Ora sono famoso", ammette lui stesso.
Ma questa pubblicità il manager aretino comincia a scontarla: "Ieri ho dato le dimissioni dal cda Eutelia", racconta al Fatto Quotidiano. Il motivo? "La mia famiglia crede che io sia pazzo. Mi ha detto di andarmene dall’azienda. Io credo che i matti siano loro. O me ne andavo dalla società o mi sbattevano fuori casa".

Non è solo la famiglia a spingere perché Landi venga allontanato dalla società: "L’eco negativa di queste vicende sui giornali di sinistra, come il vostro – si sfoga al telefono – è arrivata alla Monte dei Paschi di Siena, la maggiore creditrice di Eutelia. Ed essendo una banca di sinistra non ha preso bene questa storia".
 

Samuele Landi, 45 anni, sposato e con 4 figli dice che Eutelia – la società quotata in Borsa, ora coinvolta nello scandalo di una cessione (o licenziamento mascherato) di 2.000 dipendenti – l’ha fondata lui. Studi da ragioniere, passione per gli sport estremi, ha prestato servizio militare nei bersaglieri: "L’ha letto ‘L’arte della guerra’? E’ la mia filosofia di vita. Anche Donald Trump lo consiglia a tutti. Gran libro".
 

Questo seguace di Sun Tzu viene descritto dai lavoratori come un picchiatore, un fascista che ama farsi giustizia da solo: "Macché raid, io sto dalla parte della gente. Con l’irruzione ho fatto un atto coraggioso, un regalo ai dipendenti che volevano lavorare e non potevano per via dell’occupazione. Sono entrato in Eutelia con i miei amici perché, alle 5 del mattino, sapevo che erano in pochi a presidiare, e pensavo di liberare in fretta la sede illegalmente occupata. Un paio d’anni fa avevo fatto un ‘atto dimostrativo’ a Pregnana Milanese, sempre con quei miei amici. Ma anche in quel caso i dipendenti se l’erano cercata".
 

Landi ha la passione per il paracadutismo, per le corse in moto e per il kick boxing: "La maggior parte dei manager di Eutelia li ho scelti in palestra. Li conoscevo sul ring. Full contact. Li ho messi nei posti chiave dell’azienda perché è gente seria, di cui ci si può fidare". Landi è indagato dalla procura di Arezzo, insieme con il fratello Raimondo, per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita. Di lui i sindacalisti – ascoltati sul caso Eutelia a Montecitorio pochi giorni fa – dicono che è un massone: "No, mi piacerebbe ma non lo sono. E comunque, se lo fossi, non lo direi". Politicamente si dichiara di centro, sforzandosi di apparire meno estremista (e di destra) di quanto viene descritto, anche in vista dei suoi piani per il futuro: "Pensano di avermi fregato. Invece io vedo tutto questo come un fantastico trampolino di lancio. Voglio creare un partito. Penso in grande".
 

Ecco le analisi e la strategia alla base delle sue prossime mosse: "Oggi tutti si occupano dei lavoratori e nessuno degli imprenditori. Confindustria, che dovrebbe farlo, non ha più alcuna voce in capitolo. Io creerò un grande movimento politico per difendere i diritti di noi manager contro i lavoratori, che le hanno sempre tutte vinte". Ha già pronto anche lo slogan: "Dalla parte degli imprenditori contro le angherie dello Stato". Nel caso questo ambizioso progetto non si concretizzi, ha sempre pronto un piano B: "A creare un’altra società come Eutelia ci metto due minuti".

da Il Fatto Quotidiano del 15 novembre