E’ un miracolo, un vero miracolo, altro che il sangue di San Gennaro e nemmeno Gesù col pane e i pesci.

E allora, anche se di Palermo e del suo sindaco berluscones Diego Cammarata ci siamo già occupati all’inizio dell’estate con gli articoli: funerale palermitano, nuotatori palermitani, Cammarata e la sua Palermo città modello – una “trilogia” per spiegare come, nella quinta città d’Italia, se è difficile vivere anche morire può essere un problema… –  torniamo volentieri nella Palermo che fu felicissima.

Già, ché il Comune di Palermo (ri) balza agli onori della cronaca grazie a un primato, un vero record nazionale. Anzi due.

Uno. La pianta organica del Comune – terminata l’assunzione degli Lsu (Lavoratori socialmente utili), prevista entro la fine dell’anno – si avvicinerà a quota diecimila (10.000). Cioè un impiegato comunale ogni 69 abitanti, e qui sta il miracolo del sindaco Cammarata: Milano ne ha uno ogni 78 e Roma uno ogni 108. Come avrà fatto?

Per intenderci, il Comune ha a libro paga cinquecentosettantuno (571) portieri e solo a Palazzo delle Aquile, dove ha sede il municipio, se ne contano 11 in una stanzetta di quattro metri per due con addirittura tre sedie; 1578 collaboratori scolastici, a fronte di circa 3500 bambini, fra asili nido, scuole materne etc. il che fa la straordinaria media di un comunale ogni due/tre bambini; 2135 vigili urbani più 127 Lsu freschi e novelli (ma i vigili addetti alla viabilità per ora sono una settantina, e gli altri?); poi decine di vivaisti, uscieri, geometri, messi, un biologo (!) un dietologo (!) un saldatore (!) e attacchini in quantità.

E qui scatta il record numero due. Un altro miracolo italiano. Anzi siciliano.

Gli attacchini – c’è chi dice 60, c’è chi dice 40 – sono stipendiati dal Comune per lavorare un giorno su sette. Ora va bene che la domenica da Dio in poi si riposa (anche se ultimamente il commercio blasfemo apre le porte di negozi piccoli medi e grandi h24 festivi inclusi) e che il sabato certo fa comodo averlo libero. Dunque resterebbero cinque miseri giorni di lavoro.

Non per il Comune di Diego Cammarata e per i suoi attacchini che se ne stanno all’incirca dalle sette e mezza alle tredici e quaranta di ogni mattina a girarsi i pollici in un sottoscala di uno sgangherato ufficio creato a bella posta. Fanno trentuno ore settimanali per uno stipendio (netto) di 1.128 euro al mese: ammortizzatori sociali di gran lusso.

Eh, perché in tutto questo caravanserraglio, mancano i mezzi. Chissà, forse al Comune di Palermo stanno a cuore le risorse umane e per questo assumono in quntità ma poi come vanno in giro e armati di colla e bacchetta gli attacchini, a piedi? Un camion (ci stanno 5 persone) una bella moto Ape (la Lapa dicono qui) ne trasporta altri 2 e così al massimo escono in 7, la mattina.

Ma allora, bilancio (dissestato) permettendo, basterebbe comprare i mezzi.

Macchè.

Gli attacchini non sono autorizzati a guidare e dunque devono uscire accompagnati dagli autisti che però non si sono e…

Urge personale al Comune di Palermo. La nuova formula del sindaco Cammarata è: tot impiegati X tot abitanti.

Ma lui si sarà contato?