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di Davide Patitucci | 29 luglio 2016

Alzheimer, “sbalzi d’umore possibili spie della malattia”. Avvocati, medici e insegnanti categorie che rischiano meno

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Scienza
“Lavorare con le persone, piuttosto che con le cose o i dati, e interagire con gli altri in tempo reale, richiede un intenso impegno cerebrale - sottolinea Ozioma Okonkwo, primo firmatario della ricerca -. Il cervello funziona così: o lo si usa o lo si perde. E, se lo usiamo molto, lo aiutiamo anche a sostenere le ingiurie del tempo”

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