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Melegatti, il lievito madre di 124 anni “tenuto in vita” da due dipendenti: così riparte la produzione

Se la storica azienda veronese ha potuto ricominciare a sfornare i tradizionali pandori, è infatti anche merito di Davide Stupazzoni e Matteo Peraro: due dipendenti che, senza percepire stipendio, in tutti questi mesi hanno lavorato ogni giorno per mantenere in vita il prezioso lievito madre

di F. Q.

La Melegatti, storica e antica casa produttrice veronese di prodotti da forno, ritorna alla produzione grazie a una cordata italiana che ha permesso a 35 dipendenti di tornare al lavoro giusto in tempo per sfornare i tradizionali pandori di Natale. Ma se i dolci della Melegatti potranno tornare presto sugli scaffali dei supermercati è merito anche di Davide Stupazzoni e Matteo Peraro: due dipendenti che, senza percepire stipendio, in tutti questi mesi hanno lavorato ogni giorno per mantenere in vita il prezioso lievito madre. Anche nei tempi più difficili, quando l’azienda è stata chiusa, loro si sono sempre preoccupati di custodire e curare l’ingrediente base dei dolci dell’azienda.

“Il lievito va nutrito ogni giorno, altrimenti c’è il rischio che muoia. E stiamo parlando di qualcosa di unico, che ha almeno 124 anni di storia, perché verosimilmente esisteva da prima che venisse fondata la ditta, utilizzato nella prima pasticceria di Domenico Melegatti“, ha riferito a Il Corriere del Veneto Giacomo Spezzapria, il nuovo ad, riferendosi ai due addetti che già sul web sono stati definiti “eroi”. È anche grazie a loro se da qualche giorno i forni si sono riaccesi, il profumo di pandoro è tornato nell’aria ed è comparsa la prima fila davanti allo spaccio aziendale che non ha alzato ancora le saracinesche. Non solo, l’azienda ha già avuto una valanga di richieste da tutta Italia: il Natale di Melegatti (e della tavole italiane) è salvo, anche grazie a Matteo e Davide.

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