Ancora un rinvio, poche ore dopo l’inizio del dibattito in Aula a Palazzo Madama. E a distanza di quasi due anni dall’approvazione del disegno di legge Businarolo alla Camera. Lalegge sul whistleblowing, quella che dovrebbe tutelare coloro che segnalano episodi di corruzione nel settore pubblico e privato (come fatto da Andrea Franzoso, il “Disobbediente” che denunciò  i furti di Ferrovie Nord Milano e le “spese pazze” dell’allora suo presidente Norberto Achille, ndr) rischia di venire affossata, come denunciato anche dal M5S. “Il Pd sta agevolando l’ostruzionismo delle destre”, ha attaccato la senatrice Lezzi, appellandosi al presidente del Senato Pietro Grasso. Ed è stata la stessa seconda carica dello Stato, nel corso della presentazione del libro di Franzoso nella Sala Koch di Palazzo Madama, a rilanciare: “La speranza è che il disegno di legge venga approvato al più presto, in modo da poterlo mandare alla Camera, per la terza lettura, in tempi brevi e comunque prima della fine di questa legislatura”, ha rivendicato Grasso. 
Dopo il tentativo di Forza Italia e Lega (fallito) di riportare tutto in commissione e il primo slittamento n Aula però, i timori restano, come spiegato anche dal presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone: “Spero che il rinvio in Senato sia stato soltanto tecnico e non legato a tattiche dilatorie, che non si vogliano allungare i tempi. Non sarebbe un bel segnale. Anche perché le preoccupazione emerse nel dibattito parlamentare non sono vere”, ha aggiunto Cantone. Certo, anche se fosse approvata, la legge sarebbe ancora un primo passo. Ma importante: “Tutto si può fare meglio, manca per esempio il fondo di ristoro per chi denuncia. Qualche problematica emersa alla Camera è già stata corretta in commissione al Senato. Ma questo non può essere un alibi per non fare approvare la legge”, ha concluso il numero uno di Anac.