Il nord della California continua a bruciare e cresce il numero delle vittime: in tre giorni di roghi sono diventate 23, a cui si aggiungono circa 550 dispersi. I vigili del fuoco temono che i venti forti che non smettono di soffiare – ieri sono diminuiti, ma secondo i meteorologi riacquisteranno forza – uniti alle condizioni di siccità possano continuare ad alimentare i 22 grandi incendi in corso nel Golden State.

I roghi stanno interessando soprattutto le contee di Sonoma e Napa, le principali produttrici di vino californiano. La California stessa è il quarto produttore di vino nel mondo e le due contee, con i loro 100mila acri di viti ed oltre 650 case vinicole, hanno un giro d’affari da 55 miliardi di dollari, senza contare il turismo. Il fuoco ha già devastato 68mila ettari di terreno. Circa 3.500 tra abitazioni e strutture commerciali sono andate distrutte. Migliaia di persone sono state evacuate, più di 3mila rimangono nei rifugi messi a disposizione dal governo o da privati. L’agenzia anti-incendi dello stato ha fatto sapere che molte vittime stavano dormendo quando gli incendi, divampati molto velocemente, hanno raggiunto le loro case, che hanno preso fuoco prima che loro potessero fuggire.

“Non c’è stato nessun preavviso“, ha raccontato una superstite, Maureen Grinnell, 77 anni, che vive sulle colline a nord di Napa con il marito Sheldon, 89 anni. “Stavo guardando un film con mia nipote e ho sentito odore di fumo, mi sono affacciata alla finestra e mi sono accorta delle fiamme che si avvicinavano”. Da quel momento ha spiegato che sono rimasti in casa meno di dieci minuti, il tempo necessario per caricare poche cose e il cane in macchina. “Mentre tiravo fuori l’auto dal garage la casa stava già bruciando – ha detto – ho guidato lungo la strada invasa dal fumo, con fiamme su entrambi i lati. Sembrava la scena di Via col Vento con Atlanta distrutta dal fuoco”.

Insieme alla conta delle vittime e dei danni, iniziano ad arrivare i primi gesti di solidarietà. Mark Zuckerberg ha annunciato che Facebook, che ha sede a Menlo Park, in California, donerà un milione di dollari ad organizzazioni locali per la ricostruzione. Il social network ha anche attivato il safety check, lo strumento con cui si può far sapere agli amici che si sta bene durante un’emergenza, e il community help, che permette di ricevere e offrire cibo, alloggio e altri tipi d’aiuto. Aiuti per le operazioni di soccorso arriveranno anche da Apple, altro colosso tecnologico con sede in California.